Strage nelle moschee in Nuova Zelanda, l’ISIS: “La vendetta è in arrivo, attaccheremo le chiese dei crociati”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:19
Strage nelle moschee in Nuova Zelanda, l’ISIS: “La vendetta è in arrivo, attacchiamo le chiese”
Militante ISIS

ISIS: “Vendetta in arrivo, attaccate le chiese”

L’ISIS promette vendetta dopo la strage nelle moschee in Nuova Zelanda. Dopo la strage di un folle australiano nelle moschee di Chirstchurch, in Nuova Zelanda, arriva come prevedibile il messaggio di vendetta dell’ISIS che invita i musulmani a massacrare i cristiani. 

In un post del 15 marzo che circola su Telegram, dei gruppi affiliati ad Al Qaida parlano della strage nelle moschee come di una “guerra dei Crociati” contro i musulmani, nonostante l’attentatore di Christchurch, Brenton Tarrant, sia ateo. I terroristi promettono di rispondere con il “linguaggio del sangue”

L’appello al massacro dei cristiani viaggia anche su un altro canale Telegram filo Isis Al-Asyaf Al Baghdadi. Si chiede di “versare il sangue dei Crociati”, altri canali chiedono di “attaccare le chiese” per principio di “reciprocità”.

Il killer minacciato dalle gang locali

Un altro dei numerosi canali Telegram pro Isis, Rahel, posta una foto dove si vede un fucile con una bandiera nera dell’ISIS ed una cintura esplosiva con diversi messaggi scritti, come il mitra di Brenton Tarrant. Sul mitra, nell’immagine dei terroristi, c’è scritto: “Vi sconfiggeremo presto, nessuno si salverà. La risposta è in arrivo”. 

Come prevedibile, ora l’ISIS minaccia il massacro dei cristiani (che per la mentalità terrorista sono congruenti con gli occidentali). “La vendetta arriverà presto, avete aperto i cancelli dell’inferno sulla vostra isola” cominciano i jihadisti ‘social’. Si alza, in Nuova Zelanda ma anche in Europa, il livello di controllo anti-terrorismo. 

Il New Zealand Herald riferisce intanto che l’autore della strage è nel mirino di alcune gang di criminali locali che minacciano delle ritorsioni in carcere. “Anche noi abbiamo amici in prigione” lo hanno minacciato alcuni detenuti. “L’unica cosa da fare è che l’amministrazione penitenziaria lo metta in isolamento e lo tenga in regime carcerario separato” dice un avvocato riguardo a Tarrant. Alcuni membri di una gang locale sono andati ad offrire fiori e sostegno alle famiglie delle vittime. 

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