Alberghi Verona: “Minacce e intimidazioni a chi accoglie i partecipanti al Congresso della Famiglie”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:25

Alberghi Verona: “Minacce e intimidazioni a chi accoglie i partecipanti al Congresso della Famiglie”Fake news e boicottaggi contro il Congresso di Verona 

Non bastavano fake news e intimidazioni. Ora pure minacce agli albergatori che intendono ospitare il Congresso delle Famiglie di Verona.

Un semplice congresso durante il quale si parlerà della famiglia naturale, del problema dell’utero in affitto (illegale in Italia), e che per qualche strano motivo è stato preso di mira da una valanga di commenti negativi, ma soprattutto di bufale costruite ad arte per screditare i partecipanti al congresso. Manco si trattasse di un rito satanico. 

Non finisce qui: secondo Rai News, gli “albergatori che ospitano i convegnisti, intanto, denunciano mail e messaggi intimidatori che invitano a non soggiornare nelle strutture ricettive nei giorni del forum”. Insomma, intimidazioni e minacce e pubblicità negativa agli albergatori colpevoli di ospitare nelle loro strutture persone che hanno intenzione di partecipare al Congresso delle Famiglie. 

Boicottaggio social, Federalberghi insorge 

A screditare gli albergatori per mezzo di un boicottaggio un gruppo sui social chiamato “Veronesi aperti al mondo”. I quali si scagliano contro quello che ritengono essere “Un evento internazionale contro le donne, contro gay, lesbiche e trans e contro le libere soggettività per sostenere un’unica famiglia, quella naturale”.

E il gruppo social, molto democraticamente, pubblica la lista degli alberghi di Verona convenzionati. “Se vuoi stare alla larga da personaggi omofobi, antifemministi, sessisti e oscurantisti e se non vuoi contribuire alle finanze di chi li ospita, boicottali”. Eh già. Essere “anti-femministi”, nell’Italia del 2019, ti rende degno di morire di fame. Parole in libertà. Le ennesime, a condire semplificazioni e presunti insulti (‘sovranista’, per Repubblica, probabilmente è un insulto). Le ennesime, per boicottare la tanto amata (solo a parole) libertà di parola, specie quando riguarda gli altri. Non solo: anche recensioni negative (false, ovviamente) sui siti che raccolgono recensioni, per screditare l’attività di chi osa ospitare famiglie per un convegno che non garba al gruppo Facebook.

Insorge Federalberghi contro le minacce social, per mezzo del presidente Giulio Cavara: “No alle liste nere, noi ospitiamo chi lo chiede”. Intanto sono stati avvisati il prefetto Donato Giovanni Cafagna e il questore Ivana Petricca. 

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