Caso Sarti, l’ex di Giulia sostiene che non si tratti di Revenge Porn: “E’ stato qualcuno del Movimento”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:07
"E' stato qualcuno del Movimento"
(Twitter)

Continua a tenere banco il caso Giulia Sarti, l’ex, Favia, è sicuro che non si tratti di Revenge Porn, ma di vendetta politica all’interno del Movimento 5 Stelle.

Con l’esistenza diffusa di internet, la possibilità che alcuni dati personali, specialmente immagini e video compromettenti riguardanti persone famose o con un ruolo istituzionale, possano essere rubati da hacker o utilizzati come merce di ricatto da ex infuriati. L’ultimo caso di questo tipo riguarda la parlamentare del Movimento 5 Stelle Giulia Sarti.

Il furto di foto in realtà risale a 5 anni fa, ma la notizia è tornata in auge dopo che è circolata la voce che oltre alle foto ci fossero dei filmati. Al momento non è chiaro ci sia stato a mettere in giro questi documenti ma, nel frattempo che viene fatta luce sull’accaduto, il garante della privacy si è curato di non permetterne l’ulteriore diffusione ricordando a media e politici che non bisogna fare girare queste foto e che non si può nemmeno conservarle (anche il solo possedere le foto incriminate può essere giudicata violazione della privacy).

Caso Sarti, l’ipotesi di Favia: “E’ stato un membro del Movimento”

Mentre l’ex fidanzato della Sarti, Andrea Bogdan Tibusche, ha chiarito di non essere coinvolto in questa faccenda ed ha minacciato denunce a chiunque mettesse in giro voci sul suo conto, un altro uomo che in passato è stato molto vicino a Giulia, l’ex pentastellato Giovanni Favia, ha parlato della sua ipotesi sull’accaduto con ‘Il Corriere della Sera’.

Al quotidiano Favia ha spiegato che all’interno del Movimento Giulia non era vista di buon occhio perché aveva mantenuto un rapporto con lui (uno dei primi epurati dal Movimento): “Credo siano una vendetta politica interna al M5S. Lì dentro c’ è una cyberguerra. Alla Casaleggio avevano una fobia nei miei confronti e tutti quelli che erano stati vicini a me erano visti con sospetto e subivano uno spionaggio stile Stasi. Non si fidavano di lei, pensavano che avesse dentro il germe della dissidenza. Il suo nemico era Max Bugani, l’ unico in Emilia che ha tradito me e Pizzarotti”, dice Favia specificando poi che non intende dire sia stato Bugani: “Non dico che fu lui ad hackerare mail e foto. Non so chi sia stato, se attivisti o eletti, ma certo la corrente era quella”.

Insomma per Favia non ci sono dubbi, non si è trattato di Revenge Porn com’è stato suggerito in queste settimane dai media e dagli stessi esponenti del Movimento 5 Stelle che, dopo lo scandalo, hanno avanzato una richiesta di legge contro questi atti di vendetta, bensì di una mossa politica: “L’ hackeraggio è stata una ritorsione. Per allontanarla dal cerchio magico di Di Maio cercavano la prova che nascondesse qualcosa. La storia del porno è una casualità che gli cade dal cielo. Ma Giulia prese una tale batosta che non osò più alzare le penne”.

Giulia Sarti smentisce le ipotesi di Favia

Dopo aver letto l’intervista di Favia al ‘Corriere della Sera’, la stessa Giulia Sarti ha smentito ufficialmente che il Movimento possa essere coinvolto nel furto delle foto sul proprio profilo Twitter: “Per evitare che si alimentino ulteriori assurdità, chiariamo una volta per tutte: Max Bugani e il M5S non c’entrano nulla con l’hackeraggio che ho subìto nel 2013. Sul resto delle dichiarazioni di Giovanni Favia al Corsera, mi astengo dal commentare ricostruzioni prive di senso”.

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