Zia suicida col nipotino, le inquietanti rivelazioni della donna prima dell’omicidio-suicidio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:14

Zia suicida col nipotino, le inquietanti rivelazioni della donna prima dell’omicidio-suicidioZia suicida col bambino, le parole inquietanti 

Prendo il bambino e scappo. Lo devo salvare. Voglio portarlo via ma nessuno mi ascolta, lo devo salvare, voglio scappare con lui”. Diceva così agli avventori del bar che frequentava Silvia Pellacani, ingegnere informatico di 47 anni di Modena, che domenica sera si è gettata dal decimo piano di un palazzo assieme al nipotino Giacomo, di soli 5 anni. Un salto di decine di metri che non ha lasciato scampo alla donna ed al bimbo, figlio del fratello di lei.

Un salto al quale ora bisogna trovare dei perché. Perché la zia di Giacomo ha deciso di suicidarsi, portando con sè verso la morte anche il nipote di soli 5 anni? Che cosa è scattato nella sua testa? C’erano davvero i segnali per prevenire la tragedia, come sostiene la madre di Giacomo, che accorsa sulla terribile scena gridava che la cognata era pazza?

La madre di Giacomo disperata: “Era pazza”

“Lo sapevo che andava a finire così, me lo sono immaginato un miliardo di volte” gridava la madre di Giacomo di fronte al corpo del figlio.
Silvia Pellacani non era in cura psichiatrica, ma secondo i conoscenti soffriva di depressione. Descritta come una donna “schiva, solitaria, ma anche disponibile ad aiutare gli altri”, non dava segni di squilibrio, almeno a prima vista. 

Ora gli inquirenti stanno scavando nella vita della donna per capire per quale motivo abbia scelto di uccidere il nipote e di uccidersi a sua volta. Partendo dalle inquietanti frasi che aveva pronunciato al bar Nevada, in strada Vaciglio, bar che frequentava spesso al mattino e dopo cena. “Prendo il bambino e scappo”. Nel locale che la donna frequentava dicono che “Lo scopo della sua vita era salvare quel bambino”. Ma salvarlo da cosa, si chiedono ora tutti? 

Era morbosamente attaccata a quel bimbo, lo amava, forse troppo, sosteneva di doverlo salvare, tempo fa aveva detto che lo avrebbe portato via con sè, ultimamente invece si era chiusa in se stessa e parlava meno di lui. Pensavamo che le cose in famiglia si fossero sistemate. Non avremmo mai immaginato un epilogo simile” raccontano al bar. 

Tutti si erano resi conto che qualcosa non andava bene. Nessuno avrebbe mai immaginato cosa aveva intenzione di fare quella donna. “Aveva una fissa per questo bambino” commentano gli avventori del bar. 

Si cerca il perché della tragedia 

Di certo c’erano degli screzi in famiglia. “Silvia ci diceva di essere in lite col fratello, non andavano d’accordo, ci raccontava che gli veniva impedito di vedere il nipote. Lei soffriva molto per questo, avrebbe voluto passare più tempo con il bambino” raccontano dei testimoni.

I genitori di Giacomo domenica avevano portato il bimbo dalla nonna paterna, convinti che sarebbe stato al sicuro con la sua nonna. Ma la Pellacani, in modalità ancora da accertare, era riuscita a portare il bambino con sé, fino al suo palazzo nella zona residenziale di Modena. Per poi chiudere la porta a chiave e buttarsi dal decimo piano, senza lasciare neppure una nota o un biglietto per spiegare questo orrore. 

Leggi NewNotizie.it, anche su Google News
Segui NewNotizie.it su Instagram

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!