Chi sono Wanna Marchi e Stefania Nobile: biografia, curiosità e vicende giudiziarie

Wanna Marchi e Stefania Nobile

Tutto su Wanna Marchi e Stefania Nobile, ospiti della puntata di questa sera di “Live Non è la D’Urso”.

Questa sera, in prima serata su Canale 5, Wanna Marchi e Stefania Nobile saranno ospiti a “Live Non è la D’Urso”. Ecco qualche nota biografica sulle ex “regine delle televendite”, comprese le vicende giudiziarie che le hanno viste protagoniste.

Wanna Marchi è nata a Castel Guelfo di Bologna, il 2 settembre 1942. Dopo la scuola elementare e la perdita dei genitori, iniziò a lavorare come estetista. Durante gli anni ottanta, si fece notare per le chiassose televendite di prodotti dimagranti basati su micronizzato di tarassaco ed estratti di alghe con cui, grazie anche al suo stile particolare, ebbe un certo successo. A partire dal 1983 ha condotto una trasmissione tutta dedicata ai prodotti da lei sponsorizzati, il “Wanna Marchi Show”, in onda in seconda serata su Rete A e condotta insieme ai figli Maurizio e Stefania Nobile. Durante le sue televendite usava un tono di voce alto e stridulo, unitamente a una gestualità appariscente e incisiva: uno stile che la rende inconfondibile, tanto da venir soprannominata la “regina delle televendite” e “teleimbonitrice”. Caratteristico l’urlo che utilizzava ripetutamente nelle sue trasmissioni per ottenere l’assenso dei telespettatori: “D’accordo?!”

Uno dei prodotti più venduti era la crema “scioglipancia”, della quale l’imbonitrice illustrava proprietà dimagranti. Il costo in “offerta” era, negli anni ottanta, di 100.000 lire per tre confezioni. Cavalcando l’onda del successo del suo motto, nel 1989 registrò come “Wanna Marchi & The Pommodores” un singolo su 7″ e 12″, intitolato appunto “D’accordo?!”: il brano, un ensemble di frasi più o meno ripetute della televenditrice, su una base synthpop tipicamente anni ottanta suonata dal gruppo The Pommodores, raggiunge una certa notorietà grazie al passaggio nel programma televisivo “Superclassifica Show”. Grazie alla popolarità, nel 1990, viene ingaggiata come attrice minore nella parodia “I Promessi Sposi”, sceneggiato del trio comico Lopez, Marchesini, Solenghi, dove interpreta una imbonitrice che vende prodotti per curare la peste. Nel 1998, recita nella pellicola di Alfredo Arciero, “Dio c’è”, accanto a Riccardo Rossi, Chiara Noschese e Roberto Benvenuti.

Stefania Nobile è nata a Bologna, il 16 novembre 1964. Debutta in televisione nel 1983, affiancando la madre e il fratello Maurizio nel “Wanna Marchi Show”, in onda su Rete A, durante il quale ha il modo di esordire nel mondo delle televendite di prodotti cosmetici ed in seguito esoterici, attività che ha portato avanti fino al 2001. Durante le televendite, agisce inizialmente come spalla della madre. In seguito utilizzerà un tono di voce particolarmente stridulo ed acuto, unito ad una incisiva aggressività verso il telespettatore, ed una gestualità appariscente ed ampia. Nel dicembre del 2001, viene arrestata con la madre Wanna Marchi, in ragione della sua partecipazione societaria in Ascié S.r.l. e Anidene S.r.l., dell’attività televisiva e soprattutto di quella di coordinamento dei centralinisti che materialmente eseguivano le truffe.

Biografia, curiosità e vicende giudiziarie di Wanna Marchi e Stefania Nobile

Al 1996 risale la costituzione della società Ascié s.r.l. di Milano, tra i cui soci figurano la figlia Stefania Nobile e Mário Pacheco do Nascimento. Il 27 novembre 2001 esce lo scoop della trasmissione “Striscia la notizia”, a proposito di una serie di truffe che la vedeva coinvolta, al fianco della figlia e del sedicente mago Mário Pacheco do Nascimento, quale presentatrice di una vendita televisiva di numeri fortunati per il gioco del lotto, talismani, amuleti e kit contro le influenze maligne (rito del sale, del desiderio, del danaro, del corallo, ecc.). Si scopre che la Asciè s.r.l., grazie a questa pubblicità, aveva indotto molte persone a pagare ingenti quantitativi di denaro in cambio di bustine di sale da cucina, rametti di edera e altri oggetti, la cui funzione avrebbe dovuto essere quella di scacciare il malocchio. Il materiale doveva utilizzarsi secondo “procedure rituali”, ed in caso di fallimento di queste (per esempio se il sale non si fosse sciolto) si sarebbe acclarata la presenza del malocchio; la società stessa avrebbe quindi provveduto a fornire gli opportuni rimedi. Il caso fu denunciato sei anni prima di Striscia la Notizia da Telefono Antiplagio, ma le autorità non si mossero: unica eccezione l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che, sempre su denuncia di Telefono Antiplagio, sanzionò Wanna Marchi e soci per pubblicità ingannevole.

Il servizio realizzato da Striscia la notizia, grazie alla collaborazione di una donna che finse di essere interessata ai prodotti ed al servizio forniti dalla società, si valse di filmati realizzati con telecamere nascoste e registrazioni telefoniche per mostrare la condotta della società della Marchi, la cui figlia Stefania Nobile si rivolse alla finta cliente dicendole “le auguro tutto il male del mondo” e prospettandole disgrazie nel caso in cui non fossero stati presi provvedimenti contro il malocchio. A seguito della denuncia, il Nucleo Provinciale di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Milano avvia unitamente all’Autorità Giudiziaria un’indagine per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e all’estorsione (quest’ultimo reato verrà successivamente derubricato a truffa aggravata), indagine che ha prodotto il rinvio a giudizio di Vanna Marchi, della figlia Stefania Nobile e di altri collaboratori. Nella primavera del 2004 Wanna Marchi e la figlia tornano in onda con una striscia quotidiana, non di televendite ma di talk show di attualità, intitolata Tremate tremate, le streghe son tornate sull’emittente locale TV7 Lombardia.

Il 3 aprile 2006 Wanna Marchi e la figlia Stefania Nobile vengono condannate a due anni e sei mesi di reclusione nel processo-bis per truffa aggravata davanti alla prima sezione penale del Tribunale di Milano: le due donne e gli altri imputati vengono inoltre condannati a risarcire alcune delle vittime delle truffe per un ammontare di quasi 40.000 euro. Il 10 maggio 2006 la Marchi, Francesco Campana e la figlia vengono condannati in primo grado dal Tribunale di Milano per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, con condanne rispettivamente di 10, 4 e 10 anni, e al risarcimento delle vittime (oltre 2 milioni di euro). Risarcimento reso in buona parte possibile dal sequestro di varie proprietà immobiliari intestate alla figlia Stefania Nobile. Vanna Marchi risulta nullatenente. Francesco Campana viene coinvolto in quanto autore del sistema informatico utilizzato dalla Ascié s.r.l., Mario Pacheco do Nascimento, partito per il Brasile sapendo di un suo probabile arresto, viene condannato con rito abbreviato a 4 anni, Menoncello patteggia per 2 anni e 6 mesi.

Dall’aprile 2006 Wanna Marchi e Stefania Nobile si trovano agli arresti domiciliari e decidono di aprire un videoblog intitolato Tutta la verità. Successivamente lo spazio web viene gestito da Giorgio Lombardi, per essere infine chiuso dalle stesse Marchi e Nobile sei mesi dopo l’attivazione: la Marchi afferma “per ragioni di opportunità” in attesa degli sviluppi del processo. In attesa del processo d’appello, fissata per il gennaio del 2008, Vanna Marchi torna al lavoro nel settore da cui era partita: dirige infatti un centro benessere e bellezza a Carpi in provincia di Modena.

Il 27 marzo 2008 arriva la sentenza della Corte d’appello che riduce la somma delle due condanne inferte a 9 anni e 6 mesi per Vanna Marchi, a 9 anni 4 mesi e 9 giorni per Stefania Nobile e a 3 anni 1 mese e 20 giorni quella comminata a Francesco Campana, il convivente. Il 4 giugno 2008 Vanna Marchi e Stefania Nobile vengono arrestate dagli agenti della Squadra Mobile di Milano in esecuzione di una misura cautelare emessa dalla quarta sezione penale della Corte d’Appello di Milano. Il 4 marzo 2009 la Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva la condanna a 9 anni e 6 mesi di reclusione per Wanna Marchi, a 9 anni e 4 mesi per la figlia Stefania Nobile e a 3 anni per Francesco Campana. La Marchi e la figlia sono state condannate, nel mese di aprile 2010, anche per bancarotta fraudolenta per il fallimento della società Ascié. Dino Marchi, fratello di Wanna, è stato condannato per riciclaggio di parte dei proventi della Marchi. L’8 ottobre 2011 Wanna Marchi ottiene il regime di semilibertà lavorando nel bar e ristorante “La Malmaison Café”, di proprietà di Davide Lacerenza, fidanzato della figlia Stefania Nobile. Il 30 ottobre 2012 viene reso noto che la Marchi potrà beneficiare di una sospensione temporanea della pena per prendersi cura della figlia che subirà una operazione chirurgica all’anca, fermo restando che il fine pena per la Marchi stessa rimane fissato al settembre 2015.

Nel novembre e dicembre del 2015 torna in video assieme alla figlia Stefania Nobile, conducendo il programma “Ora parlo io”, sul canale iTV Italia. Il 6 ottobre 2016 è la protagonista della prima puntata de L’intervista, programma condotto da Maurizio Costanzo su Canale 5. Nel gennaio 2017 suscita clamore l’annuncio della partecipazione, insieme alla figlia, a “L’isola dei famosi”. A causa delle polemiche sorte in merito, Mediaset ha deciso di non confermare la loro presenza nel cast del reality show. Da dicembre dello stesso anno, insieme alla figlia Stefania, avrebbe dovuto tenere un corso di formazione per aspiranti venditori, presso l’istituto paritario “Volta” di Bari ma, viste le polemiche, la scuola ci ripensa e fa un passo indietro.

Dall’8 maggio 2018, Wanna è protagonista, assieme alla figlia, del programma di RTB Network “Le grandi sorelle”, dove segue e commenta in diretta le puntate della quindicesima edizione del “Grande Fratello”.

Maria Rita Gagliardi

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