Oliver Stone: “Disgustosa la disinformazione mediatica occidentale sul Venezuela” 

Oliver Stone: “Disgustosa la disinformazione mediatica occidentale sul Venezuela” Stone: disinformazione disgustosa sul Venezuela 

Il famoso regista statunitense Oliver Stone dice la sua e prende posizione sulla questione Venezuelana e soprattutto sulla disinformazione mediatica, che Stone definisce “disgustosa”.

“La copertura mediatica occidentale sulla situazione in #Venezuela continua ad essere disgustosamente a senso unico” scrive su Twitter Stone, facendo riferimento anche alle fake news abbondantemente circolate sui giornali più blasonati. “Ecco la versione più realistica di un giornalista di fiducia”. 

Stone fa riferimento ad un reportage di John Pilger per Consortium News, giornalista statunitense che ha sostenuto che “La guerra al Venezuela è costruita sulle bugie”. 

Pilger: “I giornalisti sono come dei clown” 

“Gornalisti come clown – per i quali la verità è troppo difficile da riferire – potrebbe essere la fase finale di gran parte della degenerazione del giornalismo mainstream” scrive Pilger sul giornale. “Viaggiando con Hugo Chavez, ho presto capito la minaccia del Venezuela” spiega il giornalista, che dichiara di aver vissuto la realtà del Venezuela e che essa viene deformata dai media occidentali che si prostrano solamente alla versione statunitense. 

“Vedere Chavez con il popolo, con la gente, dava il senso di un uomo che al suo arrivo al potere, avrebbe sottoposto ogni sua mossa alla volontà popolare. In otto anni, Chávez ha vinto otto elezioni e referendum: un record mondiale. Egli era elettoralmente il capo di stato più popolare nell’emisfero occidentale, probabilmente nel mondo” ricorda il giornalista. “Tutte le principali riforme chaviste sono state sottoposte al voto popolare, in particolare la nuova Costituzione nella quale il 71% della popolazione ha approvato ciascuno dei 396 articoli che hanno sancito libertà inaudite, come l’articolo 123, che per la prima volta ha riconosciuto i diritti umani dei neri e della razza mista, di cui Chávez faceva parte”. 

Le elezioni? Sono sempre regolari 

Delle 92 elezioni che abbiamo monitorato direi che il processo elettorale in Venezuela è il migliore del mondo” avrebbe detto Jimmy Carter, presidente del Carter Center che si occupa di osservazione delle elezioni nel mondo. Mentre lo stesso Carter ha sostenuto che il sistema elettorale statunitense è uno dei peggiori del mondo. 

Pilger racconta della sua esperienza con un popolo povero ma al quale Chavez ha restituito dignità. “Nel barrio La Linea, seduta nella sua minuscola cucina, Beatrice Balzo mi ha detto che i suoi figli erano la prima generazione di poveri che frequentava una giornata intera a scuola, che riceveva un pasto caldo, imparava musica, arte e danza. “Ho visto la loro fiducia sbocciare come fiori”, ha detto”.

Per la prima volta nella sua storia, il Venezuela ha raggiunto quasi il 100% di alfabetizzazione. Questo è il lavoro della Misión Robinson, che è stato progettato per adulti e adolescenti a cui precedentemente veniva negata un’educazione a causa della povertà.” prosegue Pilger, illustrando il progetto venezuelano contro la povertà e contro l’analfabetismo specie fra le classi sociali più povere. 

Pilger conclude riportando le parole di David Mendez, 95 anni, venezuelano: “qualunque cosa dicano i ricchi e i media, abbiamo piantato i semi della vera democrazia e ho la gioia di vederlo accadere”. 

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