Caso Alesha MacPhail, l’assassino minorenne confessa stupro e omicidio: per lui il carcere

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:50

L’aguzzino della piccola Alesha MacPhail ha confessato di averla stuprata e poi uccisa. Per lui, che ha solo 16 anni, confermato l’arresto

©PA

Del terribile caso di Alesha MacPhail avevamo parlato esattamente un mese fa (qui il link per approfondire) e adesso da oltremanica arrivano degli sviluppi importanti. L’assassino di Alesha, 10 anni, ha ammesso di averla prima stuprata e poi uccisa. Per il ragazzo, che si chiama Aaron Campbell è un minore di soli 16 anni, ci sarà una condanna da scontare a vita in carcere.

Caso Alesha MacPhail, l’assassino ha confessato: per lui l’ergastolo e nessun rimorso

Aaron Campbell, contrariamente alla sua età ancora per certi versi tenera (16 anni), ha mostrato una durezza di cuore incredibile. Il ruolo da lui giocato nella morte della piccola Alesha MacPhail è quella di un assassino freddo e calcolatore. La bimba, 10 anni, è stata uccisa in Scozia lo scorso 2 Luglio 2018. Aaron Campbell l’ha rapita dalla casa in cui la bimba stava trascorrendo le vacanze estive con il padre, l’ha stuprata e poi le ha inferto 117 ferite prima di finirla soffocandola. Il corpicino martoriato della piccola venne ritrovato nel bosco qualche ora più tardi. Campbell avrebbe finalmente confessato e avrebbe ammesso le sue colpe, senza mostrare alcun rimorso per tutto il dolore provocato ad Alesha e ai suoi cari. Per lui una pena da scontare in carcere che prevede l’ergastolo. Soltanto tra 27 anni, in caso di buona condotta, potrà essere ritenuto idoneo per la libertà condizionale. I dettagli che sono stati svelati sul processo sono da brividi

Caso Alesha MacPhail, i dettagli raccontati in Tribunale e la personalità sadica dell’assassino

I dettagli che sono trapelati sul processo a carico di Aaron Campbell ci restituiscono l’immagine di un ragazzo fortemente disturbato e con una personalità spiccatamente tendente al sadico. Pare che prima di rapire Alesha MacPhail nella sua casa, mentre la bimba dormiva nel suo letto, Aaron fosse ossessionato dall’idea dello stupro e che abbia pensato di fare qualcosa di eclatante per circa un anno. Inoltre, il giovane si è sempre ritenuto soddisfatto dell’omicidio commesso e ha provato un certo piacere nel venire arrestato dalla Polizia. Come confessato al suo assistente sociale, in diverse occasioni durante il processo lo stesso imputato si sarebbe dovuto trattenere dal ridere. Un ragazzo tutt’altro che pentito, dunque, cosa che anche la Corte ha rimarcato nel momento di pronunciare la sentenza.

Caso Alesha MachPhail, la ricostruzione della dinamica dei fatti

Inizialmente, Aaron Campbell aveva cercato di scaricare tutta la responsabilità per la morte di Alesha sulla 18enne Toni McLachlan, la nuova compagna del padre di Alesha che infatti è separato dalla moglie. Adesso tutta la verità è venuta a galla. La notte dell’omicidio Aaron Campbell, con una bottiglia e mezzo di vino in corpo, si  introdusse in casa dei MacPhail in cerca di cannabis. Il ragazzo, che già pensava da tempo di compiere un atto eclatante, appena vide la piccola Alesha nel suo letto pensò subito di ucciderla. Così la prese in braccio e quando lei, ancora in parte addormentata, gli chiese chi fosse lui rispose di essere un amico del padre, in modo tale che la piccola si fidasse di lui. A quel punto il dramma: Campbell portò la piccola nel bosco, la stuprò brutalmente, la ferì per 117 volte prima di soffocarla e di abbandonare il suo corpo a faccia in giù sul prato. Successivamente cercò di ripulirsi dal sangue della vittima, abbandonando in spiaggia i vestiti sporchi di sangue, e tornò in casa per recuperare il suo cellulare, momentaneamente abbandonato.

(Fonte: Metro.co.Uk)

Maria Mento

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