Castelvetrano, scoperta loggia massonica segreta che corrompeva la P.A.: 27 arresti, anche politici 

Castelvetrano, scoperta loggia massonica segreta che corrompeva la pubblica amministrazione: 27 arresti, anche politici
Foto di archivio

Scoperta loggia massonica a Castelvetrano 

Scoperta una super loggia massonica segreta a Castelvetrano, provincia di Trapani; 27 persone sono state arrestate, anche politici. I carabinieri hanno scoperto una loggia massonica segreta che agiva a Castelvetrano e che poteva contare sul suo potere per estendere i suoi tentacoli correttivi nella rete politica locale. Secondo gli inquirenti era attuato un “controllo generalizzato e penetrante delle scelte politiche e amministrative”. 

L’operazione dei Carabinieri, chiamata Artemisia, ha così scoperchiato una loggia massonica segreta che avrebbe condizionato la P.A. e perfino le indagini dei magistrati. 

Fra professionisti e politici si insinuavano i massoni per poter avere il potere decisionale sia nelle nomine e nelle scelte del comune, sia per carpire informazioni sulle indagini in corso nella magistratura: la loggia massonica corrompeva e controllava diversi enti locali.
Si tratta dell’ennesima infiltrazione della massoneria nella politica, questa volta culminata in diversi arresti. 

27 arresti, 10 persone indagate 

I carabinieri hanno arrestato 27 persone per reati contro la Pubblica Amministrazione, contro l’amministrazione della Giustizia, nonché associazione a delinquere segreta e altre dieci persone sono attualmente indagate a piede libero. Gli arrestati sono Giovanni Lo Sciuto, Paolo Genco, Gaspare Magro, Giuseppe Angileri, Isidoro Calcara, Salvatore Passanante, Salvatore Virgilio, Salvatore Giacobbe, Rosario Orlando e Giuseppe Berlino.

Ai domiciliari sono Maria Luisa Mortillaro, Vincenzo Giammarinaro, Francesco Cascio, Adelina Barba, Sebastiano Genna, Giovanna Di Liberto, Giuseppe Cammareri, Vincenza Daniela Lentini, Gaetano Salerno, Antonio Di Giorgio, Alessio Cammisa, Antonietta Barresi, Francesco Messina Denaro, Vincenzo Chiofalo, Tommaso Geraci, Felice Errante, Luciano Perricone. Obbligo di dimora per Valentina Li Causi, Filippo Daniele Clemente, Arturo Corso, Gaetano Bacchi e Zina Maria Biondo. Una misura interdittiva è stata notificata a Giorgio Saluto. 

Fra gli arrestati il candidato sindaco Luciano Perricone. Fra gli indagati invece pure Roberto Lagalla, assessore siciliano della Pubblica Istruzione: secondo le indagini avrebbe corrotto Rosaio Orlando, responsabile di un centro medico legale IMPS, per ottenere “l’aggiudicazione di una borsa di studio a favore della figlia”.

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