Congresso delle Famiglie, ESCLUSIVA Sen. Santanchè (FdI): “Inaccettabili le dichiarazioni di Di Maio che parla di Medioevo. Italia-Cina? Il governo si occupi delle zone grigie del Paese”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:16

Santanchè

Intervista alla Sen. Santanchè di ‘Fratelli d’Italia’

Buonasera Senatrice Santanchè, qual è la sua opinione in merito al ‘Congresso Mondiale delle Famiglie’ che si terrà a Verona dal 29 a 31 marzo?

Fratelli d’Italia è al fianco delle famiglie e le importanti dichiarazioni del leader del Family Day, di sostegno ai nostri candidati in vista delle elezioni europee, sono la conferma del quotidiano impegno in Parlamento e in Italia al fianco delle famiglie. Sul ‘Congresso Mondiale delle Famiglie’ si è fatta troppa confusione e sono state sollevate ad arte polemiche strumentali da parte di una sinistra sempre più mondialista, filo-Soros, pronta a sostituire gli italiani con i migranti e schierata a sostegno dell’utero in affitto e di altre aberrazioni. E spiace vedere che il governo, che già sul tema difesa della famiglia è latitante, si sia schierato contro il Congresso. Sono inaccettabili le affermazioni di Di Maio, che addirittura parla di Medioevo. Il vero Medioevo è quello nel quale ci sta portando il M5S. E purtroppo la Lega con i suoi silenzi e le sue doppiezze si sta rendendo complice. Infatti, non basta andare come fa Salvini al Congresso a Verona per risolvere tutti i problemi. Noi come gli italiani chiediamo chiarezza, quella che ogni giorno esprimiamo nel Parlamento e in Italia con le nostre proposte su famiglia, sicurezza, infrastrutture, sviluppo e che i cittadini ci stanno premiando in termini di voti e sondaggi.

Daniela Santanchè sulla ‘Via della Seta’ e il Congresso Famiglie

L’attuale governo mostra grande interesse alla cosiddetta ‘Via della Seta’, mettendo quasi in secondo piano la questione Tav. Ci illustra il suo pensiero a riguardo e quali sono le sue sensazioni in merito alla partnership con la  Cina?

Sono convinta che sia stata un’occasione persa che ci espone a grossi rischi. Il governo prima di parlare di Via della Seta, dei rapporti tra Italia-Cina, avrebbe dovuto occuparsi delle tante zone grigie che ci sono nella nostra nazione e che ormai sono diventate porti franchi, in cui parlare di Italia è impossibile. Al di là delle dichiarazioni di circostanza del ministro Salvini rischiamo di non avere più le chiavi del Paese nelle nostre mani. Per farlo sarebbe stato necessario verificare se anche le imprese straniere, in particolare quelle cinesi, rispettano le stesse regole a cui sono sottoposte le aziende italiane. Soltanto così avremmo potuto dire di avere nelle nostre mani le chiavi della nazione, ma purtroppo mi sembra che questo Memorandum apra scenari a dir poco preoccupanti.

Simone Ciloni

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