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Traghetto pieno di famiglie dirette al Luna Park si ribalta nel Tigri: almeno 100 annegati, molte donne e bimbi

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Traghetto pieno di famiglie in festa si ribalta nel Tigri: almeno 100 annegati, molte donne e bimbi
I parenti delle vittime sulle sponde del Tigri

Traghetto si ribalta nel Tigri, almeno 100 morti 

Tragedia nel nord dell’Iraq, sul fiume Tigri, vicino alla città di Mosul. Almeno 100 persone sono morte annegate in seguito all’affondamento di un traghetto che stava solcando il Tigri. La notizia è stata diffusa dal Ministero dell’Interno Iracheno che ha comunicato che sono 55 le persone tratte in salvo. 

Il traghetto aveva circa 170 persone a bordo, molte delle quali non in grado di nuotare (specialmente i bambini). Il sindaco della città, Zuhair Araji, ha comunicato che il bilancio dei morti potrebbe crescere. La polizia ha salvato decine di persone, molti sono ancora dispersi e purtroppo non sono tante le speranze di trovarli vivi passate così tante ore dall’incidente.

La strage in un giorno di festa per l’Iraq 

Sul traghetto, al momento della tragedia, si trovavano tante famiglie intente a festeggiare una tipica ricorrenza, il Nowruz, il capodanno iraniano e festa dell’equinozio della primavera che coincide con l’inizio dell’anno curdo. Le famiglie si stavano dirigendo verso un nuovo luna park edificato su un’isola nel fiume Tigri, ed inaugurato nel 2018, sull’isola turistica di Umm Rabaen, a circa 4 km dal centro di Mosul. 

Ancora ignote le cause del terribile incidente, secondo i media locali però a bordo del traghetto, al momento dell’affondamento, c’erano molte più persone di quante l’imbarcazione non potesse sostenere (il carico massimo era di 50 persone, erano a bordo in 170). Il carico eccessivo e la forte corrente potrebbero aver scatenato la tragedia. 

Fra le vittime molte donne e bambini 

Inoltre, purtroppo, fra le vittime molti erano donne e bambini che non sapevano nuotare. Il sindaco ha comunicato che molte delle vittime sono ‘donne e bambini’ trascinati dal fiume in piena, che era ingrossato a causa delle abbondanti piogge invernali.
Il primo ministro iracheno Adil Abdul-Mahdi ha proclamato tre giorni di lutto nazionale per la tragedia, avvenuta in un contesto che avrebbe dovuto essere di gioia e spensieratezza, vicino a Mosul, città recentemente liberata dall’ISIS. 

Il primo ministro Adel Abdul Mahdi ha anche indetto una indagine “per determinare le responsabilità”, ha detto di seguire gli eventi “con dolore e tristezza, faremo tutti gli sforzi dello stato” per trovare le vittime. Anche il noto Mosul Eye, giornalista iracheno che documentava la vita di Mosul sotto l’ISIS, ha lanciato un appello perché le famiglie aiutino a trovare i dispersi nel fiume. 

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