Feto parassita nell’addome di una neonata, il caso in Colombia. La bimba è stata operata

Un feto parassita, con braccia e gambe ma privo di testa, stava crescendo nel ventre di una neonata. Entrambe nel ventre della donna adulta che poi ha dato alla luce la piccola. Si tratta di un rarissimo caso di “feto nel feto”, una condizione che si può verificare una volta ogni 500mila nascite e che venne descritta dal British Medical Journal circa due secoli fa (nel 1808). Questa volta è toccato a una neonata nata in Colombia a fine Febbraio. I casi precedenti sono stati registrati a Singapore e in India.

Feto parassita nell’addome di una neonata, in Colombia un caso di “feto nel feto”

La piccola Itzamara è nata appena un mese fa a Baranquilla, in Colombia, ma è già una bambina molto famosa per via di una particolare condizione che l’ha accompagnata per tutta la sua gestazione. Un altro feto è cresciuto contemporaneamente a Itzamara, ma non nel ventre della mamma come si potrebbe ipotizzare: il feto parassita si è in parte sviluppato all’interno dell’addome della piccola Itzamara. Un caso di “feto nel feto” che ha portato a paragonare la condizione della neonata a quella di una matrioska, una bambola scomponibile che appunto nasconde dentro sé altre sue copie (a loro volta scomponibili) realizzate in scala minore. Quando la bimba è nata i medici l’hanno operata, asportando un feto parzialmente sviluppato: lungo cinque centimetri, fornito di braccia, gambe e testa ma privo di cuore e cervello. La situazione di Itzamara è stata resa ancora più particolare dal fatto che i medici siano riusciti a individuare il problema da un’ecografia, quando ancora la bimba era nell’utero della madre.

Feto parassita nell’addome di una neonata, da un’ecografia l’eclatante scoperta

Il rarissimo caso di “feto nel feto” che arriva dalla Colombia è molto più peculiare rispetto a quelli che si sono verificati in passato in quanto i medici hanno scoperto tutto quando ancora la piccola Itzamara si trovava nel ventre materno. Di solito, questa condizione viene scoperta con controlli effettuati molti anni (o decenni) dopo la nascita del bambino. In questo caso è stato possibile intervenire tempestivamente. Tutto è partito da un’ecografia e da un’anomalia che sembrava indicare la presenza di una cisti al fegato del feto. Grazie a un’ecografia ad alta definizione il Dottor Miguel Parra-Saavedra, esperto in gravidanze a rischio, è stato capace di individuare un piccolo feto agganciato col cordone all’intestino della piccola Itzamara. A quel punto, è stato programmato di far nascere la bimba con parto cesareo il 22 Febbraio scorso: questo per scongiurare qualsiasi pericolo per la vita del feto più sviluppato. Dopo la nascita la bimba è stata sottoposta all’intervento per la rimozione del feto “parassita”. Itzamara adesso sta bene ma saranno necessari altri controlli medici per verificare le sue condizioni di salute.

(Fonte: La Repubblica.it)

Maria Mento

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