“Volevo dire ti amo a Dio”, così uno dei bimbi che era sul bus incendiato. Il servizio de Le Iene

Alice Martinelli de Le Iene ha intervistato il piccolo Guglielmo, uno dei bimbi che si trovava a bordo del bus dirottato e incendiato a Milano da Ousseynou Sy. Il bambino ha potuto spiegare a chi ha rivolto un “Ti amo” mentre fuggiva via

Il piccolo Guglielmo intervistato da Le Iene

Ramy è il bambino eroe che ha salvato se stesso e altri 50 bambini, due insegnanti e un collaboratore scolastico da morte certa lo scorso 20 Marzo a Milano. Il bus sul quale i piccoli viaggiavano è stato dirottato dall’attentatore Ousseynou Sy, che aveva intenzione di compiere una strage per protestare contro le morti dei migranti nel Mediterraneo. L’autobus è stato dato alle fiamme ma proprio grazie alla prontezza di Ramy, che ha chiamato i Carabinieri col suo cellulare, è stato possibile evitare una strage. E mentre si parla di un’eventuale concessione della cittadinanza italiana al piccolo, spunta anche il nome di Guglielmo e del gesto (in apparenza molto particolare) da lui compiuto. Il bambino è comparso ieri sera in un servizio mandato in onda a Le Iene.

Grida “Ti amo” mentre fugge dall’autobus in fiamme, il piccolo Guglielmo parla a Le Iene

Guglielmo è il bambino che ha gridato “Ti amo” durante la fuga dall’autobus che l’attentatore Ousseynou Sy ha dato alle fiamme nel tentativo di uccidere 54 persone. La voce del bambino si sente chiara in un video e Alice Martinelli, la giornalista toscana de Le Iene, lo ha incontrato per farsi raccontare il perché di quelle sue parole d’amore. Non rivolte a una compagnetta o una fidanzatina, ma a qualcuno che sta molto più in altro: a Dio. Il servizio è andato in onda ieri sera. “Era rivolta al Signore, sul pullman eravamo tutti disperati e anch’io ho voluto fare la mia preghiera. Quando siamo riusciti a salvarci mi è sembrato che si fosse avverata, quindi ho voluto ringraziare Dio”, ha detto il piccolo Guglielmo.

Grida “Ti amo” mentre fugge dall’autobus in fiamme, Guglielmo racconta la sua esperienza

Gli ho chiesto di salvarci, perché eravamo tutti innocenti e non avevamo fatto nulla di male a nessuno. Poi sono uscito dal finestrino di dietro”. Questo il racconto di Guglielmo sulla sua fuga e su quel “Dio ti amo” urlato proprio dopo essere sgattaiolato fuori dal mezzo di trasporto divenuto trappola. Il bambino, che ha ammesso di non essere mai stato un grande credente, ha rivelato che dopo quella preghiera esaudita ha sentito il bisogno di pregare nuovamente, quella sera stessa. Ma chi è il Dio che lo ha salvato? Guglielmo non ha dubbi: “Quale Dio mi ha salvato? Le religioni la vedono in modo diverso, ma ne esiste solo uno”.

(Fonte: IlSussidiario.net)

Maria Mento

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