Accordo Italia-Cina: “Macron ha ottenuto di più, senza concedere nulla”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:39
Accordo Italia-Cina: "Macron ha ottenuto di più"
(Getty Images)

Alla luce degli accordi raggiunti da Macron con la Cina, c’è chi ha criticato i precedenti accordi Italia-Cina, sostenendo che la Francia ha fatto un affare migliore del nostro senza dover firmare impegni sulla BRI.

Gli accordi tra Italia e Cina raggiunti sabato scorso hanno sollevato numerose critiche da parte di alcuni Paesi membri dell’Unione Europea (Germania e Francia su tutti) e anche da parte degli Stati Uniti, i primi perché l’Italia ha siglato un accordo esclusivo che esclude l’Europa da eventuali profitti, mentre gli alleati di Washington perché temono che l’alleanza possa essere pericolosa a livello logistico e militare. All’interno del Paese invece si critica l’effettiva validità dell’accordo sulla BRI che prevede l’allargamento del giro d’affari del porto di Trieste, il quale diverrebbe ancor di più snodo fondamentale per gli affari della Cina in Europa.

Accordo Italia-Cina: Macron ha ottenuto condizioni migliori?

Contemporaneamente alle polemiche si apprende che la Francia ha ottenuto condizioni migliori dell’Italia negli accordi successivi con il presidente Xi Jinping. Sicuramente gli investimenti cinesi nel Paese d’oltralpe sono superiori, basti pensare ai 30 miliardi concordati per Airbus, ma alla luce di questo gli accordi italiani hanno un valore (in prospettiva) così inferiore?

Secondo l’analisi pubblicata sul profilo Facebook da Pierluigi Fagan, autore di libri come ‘Verso un mondo multipolare – Il gioco dei giochi nell’era Trump’, vederla in questo modo sarebbe riduttivo e non veritiero, in primo luogo perché l’accordo per la BRI firmato dall’Italia è necessario, essendo Trieste snodo principale della linea: “Come si vede nella cartina, opportuna visto che i più sono deboli in geografia, Trieste è logisticamente il luogo europeo di costa dal quale, sbucando nel Mediterraneo da Suez, con lo stesso tratto si arriva dappertutto tra Europa del sud, est, nord, ovest. Cioè, la Francia non può essere parte della BRI perché ne è una delle tante destinazioni, non ne può essere uno snodo, almeno questo dice la geografia”.

L’utente sottolinea inoltre che il caos mediatico di questi giorni ha tolto l’attenzione su una ventina di altri accordi, tra i quali quello tra il politecnico di Milano e Hawei nell’ambito della ricerca sulla rete 5G: “L’agreement tra Politecnico di Milano e Huawei sulla ricerca 5G dove pare chiaro che non era Huawei a bramare le nostre straordinarie competenze, ma semmai il contrario. Proprio in favore di un aumento del nostro know-how nazionale su questa importante tecnologia, anche al fine di controllare meglio quello che i cinesi possono o non possono fare in materia”.

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