Calciatore di colore insultato ed aggredito: razzismo in prima categoria

Razzismo in prima categoria
(Facebook)

Pessima pagina di razzismo in prima categoria: durante un match di campionato il calciatore di colore Musa, 19 anni, è stato insultato per tutto l’incontro ed infine aggredito.

Il calcio dovrebbe essere uno sport caratterizzato da valori sociali importanti come l’inclusione e la fratellanza, invece sempre più spesso diventa pretesto per fare uscire razzismo, odio e violenza. Nonostante i continui proclama pubblici contro comportamenti razzisti e violenti, le cattive abitudini di tifosi e calciatori sono dure a morire e portano ad episodi esecrabili come i cori razzisti nei confronti di Koulibaly nella partita tra Napoli e Inter.

Tali esempi di ignoranza e odio razziale purtroppo attecchiscono in fretta, specialmente sui campi di provincia, dove non esiste la tutela della federazione (o per lo meno non è così diretta come nei campionati professionistici). Lo dimostra quanto successo al diciannovenne africano Jarju Musa durante l’incontro di campionato di prima categoria tra il Raccabernarda ed il Komunicando.

Razzismo in prima categoria: calciatore di colore insultato e aggredito

La sfida è cominciata con le classiche provocazioni subite dai giocatori di colore in campo, gli avversari lo hanno bersagliato ad ogni occasione possibile con insulti come “Puzzi” o “Fai Schifo” o ancora “Negro”, a cui si sono aggiunte le minacce politiche “Tanto Salvini ti rimanda a casa” e quelle all’integrità fisica “Sono di piombo non si fanno niente”. Jarju, probabilmente abituato a simili atteggiamenti (capita spesso che l’avversario più temuto venga insultato per farlo deconcentrare) non ci ha fatto caso più di tanto ed ha continuato a fare la sua partita.

Verso la fine dell’incontro, però, c’è stata la dimostrazione che quegli insulti non erano solo provocazioni di stampo razzista, bensì espressione di odio razziale quando uno degli avversari gli ha frantumato uno zigomo con un colpo di testa. Disgustati dall’atteggiamento degli avversari e dal fatto che l’arbitro si è mostrato leggero nella punizione (solo un cartellino giallo), i compagni di Jarju si sono ritirati dal campo, incuranti del fatto che questo avrebbe comportato una sconfitta.

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