Bimbo suicida a 10 anni per colpa dei bulli, il dramma in Texas. La scuola non è intervenuta

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:54

Kevin Reese Jr, 10 anni, ha deciso di togliersi la vita a causa delle vessazioni subite dai bulli. È successo in Texas

Da Dagospia

Texas (Stati Uniti d’America). Un bimbo di soli 10 anni, Kevin Reese Jr, ha deciso di togliersi la vita lo scorso gennaio dopo aver trascorso mesi a contrastare le vessazioni di alcuni bulli della sua scuola. Il bimbo, come ha raccontato la madre, era scoraggiato e si era chiuso in se stesso. Un atto di bullismo di una violenza assordante a cui fa da contraltare il silenzio quasi assoluto della scuola frequentata dal piccolo. L’istituto non era mai intervenuto in difesa di Kevin perchè non era stato riscontrato nessun atto di bullismo.

Bimbo suicida a 10 anni per colpa dei bulli, gli scrivevano “Ucciditi, non appartieni a questo mondo”

Ucciditi, non appartieni a questo mondo”. E lui li ha presi alla lettera. Ha preso una corda e l’ha utilizzata per impiccarsi all’armadio della sua stanzetta. In questo modo atroce, ingiusto, ha trovato la morte il piccolo Kevin Reese Jr, 10 anni, in Texas. L’unica colpa del bimbo è quella di aver incrociato, sul suo cammino, alcuni bulli che lo hanno preso di mira nella sua scuola: percosse, insulti, umiliazioni. Fino al messaggio, ricevuto sul tablet, che lo ha convinto a prendere la decisione finale e a dire basta. I fatti risalgono a circa due mesi fa, alla fine di Gennaio. La madre di Kevin ha puntato il dito contro la scuola, colpevole di non aver arginato quella violenza mortale.

Bimbo suicida a 10 anni per colpa dei bulli, la mamma contro la scuola: “Nessuno è intervenuto”

La mamma di Kevin, dopo lo straziante suicidio di suo figlio, ha rivelato come stavano realmente le cose. Kevin è stato vittima di bullismo e già a Novembre 2018 si erano verificati alcuni episodi molto gravi. “A novembre è tornato a casa da scuola piangendo perché non ha reagito agli insulti e uno dei ragazzi gli ha dato un pugno”, ha detto la donna. la scuola non è però intervenuta, asserendo che non ci fosse alcuna prova di una lotta fisica, né che si fossero mai verificati atti di bullismo. Gli abusi erano quindi continuati ed erano seguite altre denunce rimaste inascoltate. Fino a quando Kevin, già scoraggiato e divenuto più introverso, non ce l’ha più fatta a sopportare. La mamma ha voluto lanciare un appello importante indirizzato a tutti i genitori: “Fate attenzione ai vostri figli, non date per scontato che le cose vengano gestite dalla scuola”.

(Fonte: Leggo.it)

Maria Mento

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