Bus bruciato, le parole choc del richiedente asilo: “Non avete ancora visto niente, ora viene il peggio”

San Donato, le parole choc del richiedente asilo: “Non avete ancora visto niente, ora viene il peggio”
Yaro Awudu Zamaani ed il commento incriminato

Minacce del richiedente asilo dopo la tentata strage

Un richiedente asilo ghanese ospitato dalla Croce Rossa a Jesolo pubblica una terribile minaccia su Facebook dopo l’attentato a San Donato Milanese. Yaro Awudu Zamaani, richiedente asilo di origine ghanese, ha pubblicato un commento su Facebook dove avverte che dopo la tentata strage a San Donato arriverà molto di peggio. Ovviamente la Digos ha subito fatto scattare le perquisizioni nel luogo dove si trova l’uomo. 

“Non avete ancora visto niente”

Voi non avete visto niente, ma la cosa peggiore sta per venire ad aspettare e vedere”.
Poche parole, in un italiano non preciso, ma molto chiaro il messaggio: il peggio deve ancora arrivare. Il commento choc di Yaro Awudu Zamaani è stato pubblicato sotto una news su Facebook dove si parlava della tentata strage di San Donato, quando un autista senegalese naturalizzato italiano ha preso in ostaggio un bus con 51 bambini cercando di dare loro fuoco. L’uomo ha partecipato ad una discussione dove si parlava dell’arresto di Ousseynou Sy, l’autista di origine senegalese che ha organizzato il sequestro dei ragazzi fortunatamente non finito in tragedia. 

Yaro Awudu Zamaani risulta alloggiato nella struttura di via Levantina a Jesolo, della Croce Rossa, come richiedente asilo. Si tratta di uno dei 120 ospiti alla sede della Croce Rossa di Jesolo in via Levantina, come confermato dalla direzione. La sede è stata già oggetto di controversie coi locali, sopratutto a causa di piccoli furti, proteste.

Il suo commento ha fatto partire alcune segnalazioni alla polizia che si sono rivolte poi alla procura anti terrorismo. Subito è scattata l’allerta, la Procura antiterrorismo di Venezia ha immediatamente fatto iniziare le indagini. Il commento del ghanese ha dato il via alla perquisizione della Digos su disposizione del procuratore capo di Venezia Bruno Cherchi, coordinatore dei pm antiterrorismo. Ora l’uomo rischia una denuncia per istigazione al terrorismo ed anche lo stop delle pratiche per richiedere asilo, nel caso più grave l’espulsione dall’Italia. 

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