Fino a se stesso che fa flop
(Getty Images)

Beppe Grillo porta in scena il suo nuovo show satirico e contesta tutti, da Salvini a Di Maio fino a Toninelli. Nemmeno l’autocritica, però, sembra divertire il pubblico.

Beppe Grillo torna in teatro con il suo nuovo spettacolo satirico e parte da San Marino, dove, come primo colpo di scena fa calare una rete di sicurezza sul palco per proteggersi dal lancio di arance dei contestatori (arance da lui stesso distribuite). Il comico genovese comincia il suo attacco al governo dall’alleato scomodo (Salvini), che definisce un “Bluff” partendo dall’ultima polemica, quella per la cittadinanza concessa a Rami: “Questi ragazzi delle medie, quello dice che è figlio suo e ci vogliamo dare la cittadinanza, ma io il primo gendarme che ho visto stasera, pensavo fosse Salvini travestito. Io non riesco a capire, Salvini è una specie di mago di Oz, ma lo sapete tutti come finisce il mago di Oz, si scopre che è un bluff”.

Grillo non risparmia nemmeno i membri del suo partito, prima ironizza sulla questione vaccini (recentemente è stato criticato per aver firmato il patto con Burioni), quindi passa agli assalti frontali contro Di Maio che definisce “Una garanzia senza ancora l’avviso” e contro il contestatissimo Toninelli sul quale ha un’uscita poco felice: “Gli direi solo: evita per favore di dire che tua moglie si è comprata un diesel. È ingenuo, una persona straordinaria, solo ha una leggera sindrome di Asperger”.

Beppe Grillo fa auto ironia: “Ci sono dei posti vuoti in sala”

Secondo quanto riferito da ‘Repubblica.it’, il pubblico in sala raramente rispondeva alle raffiche di battute con una sana risata, molti erano più che altro perplessi, altri si sono lamentanti per qualche battuta (come quella su Toninelli), ma quasi nessuno è stato colto da un livore tale da contestarlo (d’altronde perché pagare un biglietto se si vuole solamente contestare l’artista).

A smuovere il pubblico pare non sia servita nemmeno l’auto ironia, ad un certo punto Grillo ha infatti sottolineato la scarsa affluenza al Teatro di San Marino dicendo: “Qui in mezzo ci sono delle poltrone vuote, io una volta riempivo il palazzetto di Rimini”. Tentativo ripetuto verso la fine dello spettacolo quando ha ironizzato sul processo per vilipendio che lo attende: “Se devo andare in carcere, spero almeno di andare con Formigoni”.

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