Il Brunei, che finanziò Hillary Clinton, introduce la pena di morte per gay e l’amputazione per i ladri. Come l’ISIS

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:14
Il Brunei, che finanziò Hillary Clinton, reintroduce la pena di morte per gay e l’amputazione per i ladri. Come l'ISIS
Fustigazione

Brunei, pena di morte per gay e adulteri 

Brutte notizie dal Brunei. La piccola nazione sita nell’isola del Borneo, nonché sultanato, sarà il primo stato del sud-est asiatico a voler introdurre in modo assolutamente rigoroso la legge islamica, la sharia (come l’ISIS). Con tutto ciò che essa comporta per omosessuali e per adulteri, nonché per chi pratichi una religione diversa da quella musulmana. Era dal 1957 che la pena di morte non veniva applicata nel Paese. 

Dal 3 aprile 2019, il sultano Hassanal Bolkiah introdurrà le nuove norme contro omosessuali ed adulteri, introducendo una serie di leggi ad hoc. Adulteri e gay/lesbiche, dal 3 aprile, rischiano la lapidazione come previsto dalla legge coranica. I sudditi inoltre sono sottoposti a più severe norme in caso di furto (amputazione della mano e di un piede in caso di questo reato). 

Si tratta di alcune novità che in realtà non fanno altro che seguire e completare un trend già annunciato. Infatti nel 2014 il Brunei aveva già sostenuto di voler applicare la legislazione islamica. Da anni è vietato il consumo di alcol e sono previste multe per chi il venerdì non si reca a pregare. Fustigazioni per consumo d’alcol ed aborto, fra le pene accessorie. Il sultano ora ha approvato le normative più severe che prevedono anche la pena capitale per l’omosessualità anche consensuale. La Sharia si applicherà solamente ai musulmani (i due terzi della popolazione). 

Quei rapporti fra Brunei e Clinton 

Il Brunei, nonostante la controversa scelta di applicare la legislazione islamica, è diretto da uno degli uomini più ricchi del mondo, il sultano del Brunei, Hassanal Bolkiah, che ha una ricchezza di 20 miliardi di dollari e che comanda dal 1967. Inoltre il sultano ha avuto stretti legami con la famiglia Clinton. 

Il Brunei finanziò anche la Clinton Foundation per ben un milione di dollari e regalò ad Hillary Clinton ben 58mila dollari in gioielli, come spiega il Daily Mail. Inoltre il sultano del Brunei ha sempre considerato Bill ed Hillary Clinton ‘parte della famiglia’. Ora, per l’ex candidata dem alla presidenza USA, che si è sempre dichiarata progressista e LGBT friendly, la stretta amicizia e i finanziamenti da parte di uno Stato che ha adottato la sharia e la pena di morte per i gay diventano ben più che imbarazzanti. 

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