Puglia, caso Xylella: alberi amputati e non sradicati, ulivi a rischio estinzione?

Ulivi a rischio estinzione?
(Getty Images)

Dimostrato il contagio della Xylella come causa del disseccamento improvviso degli ulivi in Puglia, pare che ancora oggi gli esemplari infetti non siano stati sradicati.

Nel 2013 il raccolto di olive in puglia è stato rovinato da un’improvvisa ed inattesa epidemia. Sin dai primi istanti gli esperti del settore hanno rintracciato nella presenza del batterio Xylella, mai prima di allora arrivato in Europa, la causa dell’emergenza, ma prima di procedere all’abbattimento delle piante malate è stato istituito un processo ai danni di dieci scienziati considerati come i presunti untori.

Nel 2015, infatti, il processo di eradicazione richiesto dal commissario straordinario Giuseppe Spilletti per contenere la diffusione del pericoloso batterio, è stato bloccato dal procuratore di Lecce che ha aperto un’indagine sugli scienziati che avrebbero causato l’emergenza. Nello stesso periodo si erano diffuse delle teorie cospirazioniste sul presunto coinvolgimento di multinazionali interessate a soppiantare gli ulivi pugliesi con delle piante di diverso tipo.

Puglia, caso Xylella: dimostrata la correlazione tra il batterio e la malattia degli ulivi

Il processo contro i presunti untori si è rivelato una perdita di tempo e nel 2018 uno studio condotto dal Cnr di Bari e dal Centro di ricerca Basile Caramia di Locorotondo, ha dimostrato finalmente la correlazione tra lo Xylella e l’epidemia che in questi 5 anni ha causato la morte di 10 milioni di esemplari di ulivi, nonché un danno di 1,2 miliardi di euro.

Una volta che le precedenti congetture sono state smentite si è potuto procedere con il processo di eradicazione già pianificato nel 2015. Pare, però, che non tutti abbiano recepito il messaggio e stiano sottovalutando il rischio di lasciare sul terreno gli esemplari infetti: secondo quanto riportato sulla ‘Gazzetta del Mezzogiorno‘ ci sarebbero molti ulivi infetti che invece di essere sradicati sono stati solamente tagliati.

Sul quotidiano fanno notare come la direttiva europea a riguardo imponga l’eradicazione degli alberi infettati, poiché il semplice taglio espone gli altri alberi al rischio del contagio: sul tronco infatti potrebbero spuntare dei rami sui quali le sputacchine (gli insetti responsabili del contagio) potrebbero nidificare riportando la malattia sull’albero e da questi saltare sui rami degli altri ulivi, facendo ripartire l’epidemia.

 

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