Salvini: “Chi coccolò Battisti chieda scusa”. Vauro: “Non sono il suo confessore, ma non dovevo firmare per lui”

Salvini: “Chi coccolò Battisti chieda scusa”. Vauro: “Non sono il suo confessore, ma non dovevo firmare per lui”
Vauro (a destra) e Battisti (a sinistra)

Salvini: “Chi coccolò Battisti chieda scusa” 

Battisti sta snocciolando parole, confessioni e dichiarazioni assai più ampie di quelle che sono sufficienti per inchiodarlo in galera per molti anni. Oltre ad aver confessato gli omicidi commessi e ad avere chiesto scusa alle famiglie, Battisti ha anche rivelato ciò che tutti sospettavano. Si parla dell’appoggio della politica, dell’editoria e del mondo degli “intellettuali” alla sua causa. Un appoggio che gli ha garantito la salvezza e la sicurezza dalle galere italiane nel corso dei suoi anni di latitanza. 

Sono stato sostenuto nella mia latitanza da partiti, gruppi di intellettuali, soprattutto nel mondo editoriale, come sostegno ideologico e logistico” ha detto ai pm Cesare Battisti. “Posso dire che gli appoggi di cui ho goduto sono stati il più delle volte di carattere politico, rafforzati dal fatto che io ero ritenuto un intellettuale”.

Ora, dopo le confessioni, Salvini invita “gli pseudointellettuali di sinistra che hanno coperto e coccolato per anni questo squallido personaggio” a “chiedere scusa”. 

La lista di chi firmò per Battisti 

In Italia, tanti hanno preso le difese di Battisti in questi ultimi anni. Tanti di quelli che adesso si smarcano dalla responsabilità morale di aver supportato un terrorista.  

Fra i firmatari Giorgio Agamben, Christian Raimo, Nanni Balestrini, Pino Cacucci, Sandrone Dazieri, Giuseppe Genna, Loredana Lipperini, Gianfranco Manfredi, Girolamo De Michele, Antonio Moresco, Tiziano Scarpa, Stefano Tassinari, Lello Voce, Roberto Saviano che ritirò la firma qualche anno fa sostenendo di ‘non sapere come vi fosse finita’. 

Vauro Senesi, il vignettista anti-Salvini, è uno dei soggetti che firmò l’appello a favore di Cesare Battisti. Ora ne prende le distanze: “Non so se Battisti sia pentito. Non sono il suo confessore né posso sapere cosa prova nel suo animo. Se ha detto di aver commesso quei delitti è giusto che sconti la pena” dice Vauro all’Adnkronos. “Mi assumo la responsabilità di un errore gravissimo che ho fatto, quello di non togliere la firma a un appello che non avevo apposto di persona. Va detto che verso i firmatari di quell’appello c’è stata una campagna strumentale e imperterrita di linciaggio. In definitiva i promotori chiedevano solo un processo più equo. Per quanto mi riguarda, le scuse le ho fatte direttamente ad Alberto Torregiani” commenta. Solo il 13 gennaio 2019, Vauro aveva rivendicato la sua firma sull’appello per Battisti, sostenendo di non aver voluto eliminare la firma perché un ritiro tardivo “mi appariva e mi appare come un atto ipocrita volto a scaricare le responsabilità personali di cui sopra”. 

Christian Raimo invece commenta: “Sono contento che abbia confessato. Spero che sia una confessione definitiva e non determinata dalle condizioni in cui è avvenuta”. “Se devo chiedere scusa, lo faccio. Ma oggi firmerei un altro appello per la richiesta di verità e giustizia di vittime e famiglia” continua. Raimo dopo l’estradizione di Battisti aveva scritto su Facebook di esserecontro il carcere per chiunque” scatenando un acceso dibattito dove ben pochi avevano accolto le tesi estremiste di Raimo. 

Il collettivo Wu Ming, anch’esso fra le firme a favore del terrorista, smarca le domande. “Preferiamo non commentare le notizie di oggi” commentano. C’è invece chi stoicamente continua a ritenere che Battisti, nonostante prove e confessioni, sia innocente. La scrittrice francese Fred Vargas, ad esempio, sottolinea di essere dalla parte di Battisti. 

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