Ius Soli, il premier Conte è possibilista: “Il contratto di governo si può rivedere”

conte ius soli Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è possibilista sullo Ius Soli. 

La vicenda della strage mancata di San Donato Milanese, con l’autista dello scuolabus dirottato bloccato dai carabinieri prima che il tutto potesse sfociare in tragedia, ha fatto riaprire la discussione sullo Ius Soli, dopo la proposta di concedere la cittadinanza a Ramy Shehata.

Ramy è il ragazzino di 13 anni, nato in Italia da genitori egiziani, che ha telefonato alle forze dell’ordine fornendo indicazioni molto precise su ciò che stava accadendo: grazie a lui, i militari hanno sventato il folle piano di Ousseynou Sy e salvato la scolaresca.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha detto subito no alla proposta di riaprire la discussione sullo Ius Soli, pur mostrandosi favorevole (con qualche tentennamento…) alla cittadinanza italiana per Ramy.

Conte: “Ius Soli? Si avvii una riflessione”

Stesso approccio per Luigi Di Maio, l’altro vicepremier, che ha ribadito come lo Ius Soli non faccia parte del “contratto di governo” stipulato tra Movimento 5 Stelle e Lega.

Giuseppe Conte si è mostrato invece più possibilista, affermando che il contratto può essere rivisto: “Si può valutare la nascita sul territorio italiano che sia però collegata ad un percorso di integrazione serio – le parole del premier riportate da “Repubblica” – che preveda la conoscenza della nostra cultura e la condivisione di valori comuni”.

“Voglio e auspico che si possa avviare un dialogo nelle sedi opportune, in questo caso parlamentare”, ha poi aggiunto Conte.

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