Sequestrano le cuoche della mensa perché “il cibo non è buono”, denunciate quattro nigeriane 

Sequestrano le cuoche nella mensa perché “il cibo non è buono”, denunciate quattro nigeriane
Pasti gettati

“Cibo non buono”, sequestrano le cuoche 

Hanno chiuso nella cucina le addette alla mensa e hanno preteso dei soldi per acquistare del cibo. Le addette alla mensa di un centro accoglienza per stranieri in Valconca, Rimini, hanno passato un pomeriggio da incubo, chiuse nelle cucine con fuori delle donne ospiti del centro infuriate. 

Le straniere, ospiti della cooperativa, si sono arrabbiate a causa dei “gusti culinari” della mensa. Insomma, il sapore dei piatti non incontrava quello che esse preferivano. Ma non solo: le richiedenti asilo erano infuriate con le addette alla mensa ‘colpevoli’ di aver gettato via del cibo preparato dalle nigeriane che era andato a male in quanto malconservato.

Non è la prima volta che avvengono tensioni nei centri italiani per questioni legate al cibo. A Palermo, ad esempio, degli immigrati avevano protestato per il cibo non di loro gradimento.

Intervenuti i carabinieri 

Insomma, così è scoppiata una vera rivolta nella mensa. Le nigeriane ospiti del centro di accoglienza, di età inclusa fra i 25 ed i 27 anni, hanno occupato le cucine ed hanno gettato all’aria delle confezioni di cibo.
“Se volete uscire dateci dei soldi per poter comprare qualcosa di buono da mangiare” hanno detto le quattro straniere alle povere cuoche, terrorizzate. Le nigeriane hanno rovesciato a terra il bidone di rifiuti e gettato le confezioni di riso ed hanno minacciato le cuoche. La scena è stata parzialmente ripresa col telefonino da una delle dipendenti, che era spaventata dalla veemenza delle nigeriane. 

Le addette alla mensa sono rimaste così bloccate nelle cucine ed hanno chiamato i carabinieri per poter essere liberate. Sono stati dei momenti di tensione, poi l’intervento dei militari ha evitato il peggio. Intanto le quattro straniere sono state denunciate per violenza privata. Oltre a questo, ora sono all’esame dei messaggi vocali ingiuriosi e minatori che le ospiti avrebbero rivolto alle dirigenti che dovevano occuparsi della loro accoglienza nel centro riminese. 

Il fatto, comunicato ora alla stampa, risale a dieci giorni fa. Le dipendenti avevano già denunciato delle tensioni. Bruno Galli, segretario provinciale di Rimini della Lega, ha così commentato: “Ennesimo episodio di intemperanze da parte di stranieri richiedenti asilo. Un fatto non banale, che suona come un campanello d’allarme, tale da richiedere un approfondimento”.

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