Caso Desirée Piovanelli, a 17 anni dal massacro spunta un DNA maschile mai considerato

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:34

L’omicidio della 14enne Desirée Piovanelli, avvenuto nel 2002, potrebbe non essere mai stato completamente risolto. Oltre alle quattro persone allora restate, ci sarebbe un quinto uomo mai identificato

L’omicidio di Desirée Piovanelli, uno dei delitti più efferati commessi negli ultimi vent’anni, potrebbe non essere stato completamente risolto all’epoca dei fatti. Per la morte della 14enne originaria di Leno (Brescia) sono stati arrestati tre ragazzi, suoi coetanei, e un uomo adulto: Nicola Bertocchi, Nicola Vavassori, Matteo Franco e Giovanni Erra. Tuttavia, un DNA maschile già scoperto al momento dell’analisi dei reperti, ma mai tenuto in considerazione in sede processuale, potrebbe gettare nuova luce su un potenziale quinto assassino mai identificato dalle Forze dell’Ordine e mai condannato per questa morte.

Caso Desirée Piovanelli, il padre della 14enne vuole un supplemento d’indagine

Il padre di Desirée Piovanelli, la quattordicenne massacrata dal branco dopo un vano tentativo di stupro nel 2002, non è mai stato convinto del fatto che le quattro persone arrestate per il delitto siano le uniche colpevoli di quanto accaduto. I legali dell’uomo hanno infatti chiesto alla Procura di Brescia di prendere in esame una traccia biologica finora mai considerata: una traccia di DNA trovata sul giubbotto della ragazza, all’altezza di gomito e costato. Il Dna, analizzato dai Ris di Parma, è “riconducibile a un soggetto di sesso maschile diverso dagli indagati“: questo è stato già scritto in una relazione ufficiale risalente proprio a 17 anni fa. A riportarlo è stato il Giornale di Brescia. Il Padre di Desirée Piovanelli crede che dietro all’omicidio della figlia ci sia un mandante legato al mondo della pedofilia.

Caso Desirée Piovanelli, Desirée attirata con l’inganno in una cascina

Nicola Bertocchi, Nicola Vavassori (detto Nico), Matteo Franco, Giovanni Erra sono gli uomini (quest’ultimo già all’epoca dei fatti 36enne e vicino di casa di Desirée. I primi tre erano allora coetanei della giovane) che nel 2002 hanno attirato con l’inganno Desirée Piovanelli in una cascina che si trovava a 300 metri dalla sua casa. L’intento dei quattro era quello di abusare sessualmente della 14enne e poi di ucciderla. Così, Desirée è stata convinta da Nicola Bertocchi ad andare con lui a vedere una cucciolata di tre gattini che il giovane l’aveva convinta di aver trovato. Nella cascina non c’era nessun gattino ma quattro persone pronte a commettere una violenza inimmaginabile. I piani, però, non andarono secondo quanto stabilito.

Caso Desirée Piovanelli, l’omicidio e il depistaggio tramite false prove

Desirée, resasi conto di quello che stava per accaderle, si scagliò contro Bertocchi urlandogli addosso tutto il suo ribrezzo: a quelle parole la furia cieca del giovane si liberò e sferrò una prima coltellata all’addome di Desiree. La ragazzina tentò la fuga, ma venne colpita altre volte prima di essere sgozzata da Nicola. Giovanni Erra, che aveva preferito defilarsi, è stato condannato all’ergastolo (pena ridotta poi a 30 anni). Lui, vicino di casa della 14enne ed ex tossicodipendente, aveva messo in giro la voce che Desirée (che a volte faceva da baby-sitter al figlio) fosse la sua amante. Gli altri tre sono stati condannati a 18 (Nicola Bertocchi), 15 (Nico) e 10 (Mattia) anni di reclusione dal Tribunale dei Minori (pene, anche queste, poi ridotte). Gli arresti vennero compiuti dopo un iniziale depistaggio messo in atto dai quattro che ebbero l’idea di far passare la scomparsa di Desirée come un allontanamento volontario da casa.

(Fonti: TGCOM24 e IlSussidiario.net)

Maria Mento

Leggi NewNotizie.it, anche su Google News
Segui NewNotizie.it su Instagram

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!