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Acquistano la fabbrica con il tfr, il miracolo compiuto da 12 operai

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Il miracolo di 12 operaiIl fallimento della loro fabbrica li aveva cacciati nell’incubo della disoccupazione, dopo sei anni di dure lotte l’hanno riavviata con il denaro del loro tfr.

Nel 2013 la società Lafer di Nola è fallita ed ha messo in liquidazione la fabbrica. In quel momento 50 operai si sono ritrovati senza lavoro e dinnanzi all’incertezza del futuro. A quel punto avevano due opzioni: entrare in cassa integrazione e aspettare di trovare un altro lavoro o spendere il ricavato della liquidazione per riacquistare la fabbrica e gestirla come una cooperativa.

Il primo a pensare a questa seconda possibilità è stato Raffaele Silvestro, responsabile della comunicazione dell’azienda fallita, il quale ha contattato gli ex colleghi ed ha chiesto loro disponibilità a portare avanti l’acquisizione. Alla chiamata di Silvestro hanno risposto solamente in 11, dinnanzi a loro si prospettava una scalata impervia, ma nessuno ha mai pensato di abbandonare l’obbiettivo.

Operai acquistano la Fabrica con il tfr: l’asta, i furti e l’incendio

Il primo scoglio da superare era l’asta fallimentare. Gli operai hanno ottenuto il supporto della Lega Coop, grazie al quale si sono presentati in tribunali con il diritto di prelazione. Ciò nonostante c’era il timore che il capitale messo assieme (130.000 euro) non fosse sufficiente ad acquistare macchinari e fabbrica. La vittoria in tribunale è avvenuta dopo due rilanci degli avversari; sembrava che tutto fosse in discesa ed invece si sono presentati altri problemi.

Il primo è stato il ritardo nel pagamento dei tfr: per quasi due mesi gli operai sono andati a protestare davanti agli uffici dell’Inps, finché non sono state sbloccate le liquidazioni. Superata anche questa avversità, i coraggiosi operai hanno subito sabotaggi e furti nella fabbrica di Nola ed infine sono state vittime di un incendio che ha bloccato l’inaugurazione della nuova attività. L’incendio li ha costretti a cercare un altro capannone e ritardare l’inizio del lavoro di altri 6 mesi.

Senza abbattersi i 12 operai hanno sondato il terreno ed alla fine acquistato un capannone ad Acerra. Adesso, finalmente, tutto è al suo posto e loro sono felici di lavorare dalle 6 alle 22 (in due turni) ogni giorno pur di ottenere i risultati prefissati. La fatica non li spaventa perché dopo 6 anni di lotte hanno finalmente raggiunto il loro obbiettivo, lavorare per se stessi: “Non posso spiegarlo, non trovo le parole ti alzi da casa tua e vieni a casa tua. Trovi più energie in tutto quello che fai perché lo fai per te. È un’esperienza unica”, ha infatti spiegato Silvestro a ‘Repubblica.it’.

 

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