Panini calpestati, auto e cassonetti in fiamme: la rabbia di Torre Maura convince il Campidoglio a ricollocare i Rom

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:50

La protesta e i roghi sorti nella giornata di ieri a Torre Maura hanno sortito l’effetto desiderato: il Comune di Roma fa marcia indietro e annuncia il ricollocamento entro sette giorni in altri centri d’accoglienza della Capitale delle persone di etnia rom (tra i quali 33 bambini e 22 donne delle quali tre in stato avanzato di gravidanza) che stavano venendo trasferiti nella periferia est della Capitale.

La notizia del trasferimento – che come qualcuno ha fatto notare (ivi compreso il presidente del Municipio, del Movimento 5 Stelle come il Sindaco) non era stata in alcuna maniera ventilata alla popolazione – ha fatto ieri il giro del quartiere e circa 300 residenti si sono immediatamente riversati in strada, andando a presidiare l’ingresso dell’ex centro di riabilitazione in via dei Codirossoni, destinato ad ospitare i rom.

Giunti i dirigenti delle principali sigle dell’estrema destra, pronti a mettere il cappello sulla protesta, le nette prese di posizione non sono tardate ad arrivare.

Come quella di Forza Nuova che ha annunciato: “Ci schieriamo con la gente di Torre Maura così come già fatto a Magliana, Montecucco, Massimina, Tiburtino III e Tor Bella Monaca. Siamo pronti a innalzare le bandiere nere e i tricolori dietro le barricate romane che resistono all’invasione e alla sostituzione etnica”.

Per evitare l’ingresso dei rom nel centro d’accoglienza, un gruppo di cittadini ha rovesciato e incendiato alcuni cassonetti. Poco prima delle 23, quindi, qualcuno ha dato fuoco a una macchina di servizio degli operatori del centro, con la folla che ha poi provato a ostruire il passaggio anche ai mezzi dei vigili del fuoco

Altro gesto poco edificante, quello che ha visto alcuni cittadini calpestare e distruggere i pasti destinati ai rom.

Al momento la linea della Raggi su migranti e Rom (ribadita ieri durante ‘DiMartedì’) – “quella che abbiamo definito la ‘terza via’: bisogna essere inflessibili con i delinquenti, ma i bambini e le persone fragili devono essere aiutati” – non pare stia pagando.

Ché parrebbe che i cittadini delle periferie vorrebbero essere loro in primo luogo aiutati (emblematiche le parole di un cittadino durante le proteste di ieri a repubblica.it: “Urlo da oggi pomeriggio, il nostro quartiere sta diventando una fogna con le carcasse delle macchine abbandonate, le strade piene di rifiuti e di buche. Le case popolari cadono a pezzi. Eravamo già pieni di rom, adesso i nostri non potranno più uscire di casa”).

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