Ius soli, ESCLUSIVA Sen. Balboni (FdI): “La cittadinanza italiana non può rappresentare un regalo”

Balboni

Il Sen. Balboni su ius soli e riforma del rito abbreviato

Buonasera Sen. Balboni, qual è la sua posizione e quella del partito in merito alla riforma del rito abbreviato approvata ieri in Senato?

La riforma del rito abbreviato era doverosa e il gruppo di ‘Fratelli d’Italia’ ha votato a favore del disegno di legge sull’inapplicabilità del giudizio abbreviato ai delitti puniti con la pena dell’ergastolo, per frenare l’eccessiva indulgenza di certi magistrati come dimostra il caso di alcuni giorni fa, che ha portato a dimezzare la pena per un omicidio volontario, adducendo una non meglio precisata tempesta emotiva da parte dell’assassino. Avremmo auspicato che fosse stato stabilito il principio per cui prima di applicare le attenuanti, almeno per i reati motivati da motivi abietti o futili o comunque perpetrati da chi ha adoperato sevizie o ha agito con crudeltà, fossero applicate le aggravanti. E in questo contesto riteniamo che dovrebbero essere ricompresi anche reati odiosi come la violenza sessuale o lo sfruttamento della prostituzione. Comunque, al di là del voto espresso Fratelli d’Italia continua a ritenere che non è sufficiente escludere dal rito abbreviato alcune storture, ma piuttosto che quando una pena viene irrogata, questa sia scontata sul serio.

Intervista ESCLUSIVA del Sen. Balboni di ‘Fratelli d’Italia’

Anche in un recente intervento televisivo, il leader Giorgia Meloni si è detta contraria allo ius soli: come si spiega questa sua posizione ed è dello stesso avviso?

La cittadinanza non può rappresentare un regalo ma piuttosto è il frutto di un percorso nel corso del quale bisogna dimostrare di conoscere la lingua, la cultura e più in generale di amare l’Italia. Ma soprattutto la cittadinanza deve essere qualcosa che ci si guadagna, richiesta dalla persona interessata e non dovuta semplicemente per il fatto di essere nato in Italia. La cittadinanza italiana, quindi, deve rispondere a un libero convincimento. La legge, infatti, consente a chi ha compiuto 18 anni ed è cresciuto in Italia di richiedere la cittadinanza. Mi sembra che questo sia un principio giusto che non vada modificato.

Simone Ciloni

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