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ESCLUSIVA Dott. Gelardi (Pres. fondatore AICNA): “Ecco quanto è importante la citologia nasale”

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Gelardi

Intervista all’otorinolaringoiatra Matteo Gelardi sulle patologie nasali

Oggi cari lettori abbiamo voluto analizzare alcuni aspetti che ha messo in evidenza l’Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo cui entro il 2020 sempre più bambini soffrirà di allergie e un numero crescente di persone soffre di patologie nasali.

Abbiamo colto l’occasione per intervistare in ESCLUSIVA Matteo Gelardi, otorinolaringoiatra e Presidente fondatore dell’AICNA (Accademia Italiana di Citologia Nasale) per avere qualche notizia in più in merito.

Intervista al Pres. dell’AICNA Matteo Gelardi

Buon pomeriggio Dott. Gelardi, in primis ci illustri quanto è importante il ruolo della citologia nasale dei pazienti nel panorama odierno…

Sino a un decennio fa, molte malattie nasali venivano etichettate come riniti vasomotorie “aspecifiche”. In medicina i termini come “aspecifico, idiopatico, o criptogenetico” si utilizzano tutte le volte che il medico non riesce a dare il vero nome alla malattia. Lo studio della citologia nasale, grazie all’osservazione microscopica della mucosa nasale, con il riscontro di determinate cellule, batteri, funghi, consente di dare un nome alla rinite. Tutto ciò è molto importante perché la diagnosi aiuta sempre la terapia. D’altronde, sino a quindici anni fa, non si capiva il perché la mucosa nasale non si studiasse a livello cellulare, così come lo si fa ancora tutt’oggi per le altre parti del corpo (cute, tiroide, mammella, ecc); come se il naso non avesse le cellule. Oggi, grazie ai tanti citologi nasali distribuiti in tutto il territorio italiano (www.aicna.it) è possibile effettuare questo esame, a livello ambulatoriale, in quanto non cruento (tanto che non necessita di alcun tipo di anestesia) e non costoso.

Che aggiornamenti ci sono in merito ai pazienti a cui viene riscontrata una rinite particolare come la NARNE, NARES o NARESMA? Sono patologie che si possono debellare in maniera definitiva o ci son comunque margini per ottenere questo importante risultato?

Per queste forme non allergiche, in particolare NARES e NARESMA, oggi sappiamo che se non diagnosticate e curate tempestivamente, possono evolvere in poliposi nasale. Certamente non sono patologie gravi, sono simili alle forme allergiche in quanto hanno in comune le stesse cellule (eosinofili e mastcellule), ma a differenza delle allergiche che solitamente hanno un andamento stagionale per quanto riguarda i sintomi, le forme NARES e NARESMA presentano una sintomatologia perenne. Pertanto anche la terapia sarà più continuativa. Di queste forme di rinite, la comunità scientifica ha preso conoscenza solo nell’ultimo decennio. Ora finalmente può intraprendere ricerche mirate alla conoscenza eziologica di queste malattie, indispensabili per attivare le strategie terapeutiche. Oggi la Medicina si è arricchita di armi terapeutiche sofisticate, come i “Farmaci Biologici” che hanno la capacità di puntare direttamente sul recettore delle cellule malate, cambiando la storia naturale di molte malattie come l’asma grave, i tumori, malattie cutanee, reumatiche, la poliposi nasale, ecc). Quindi, sono sicuro che tra non molto, molte rinopatie potranno essere curate, se non sconfitte.

Quali sono gli obiettivi raggiunti che la hanno maggiormente stupita e quali si è prefissato di ottenere in tempi brevi?

Le nostre ricerche sulla citologia nasale hanno finalmente convinto il mondo scientifico internazionale. Molte malattie, in particolare la poliposi nasale, possono essere “fenotipizzate”, cioè caratterizzate. Prima delle nostre ricerche tutti pensavano che le poliposi nasali fossero tutte uguali, oggi non è così! Ogni poliposi ha una sua carta di identità. Ci sono polipi che tendono a recidivare più rapidamente di altri, e questo dipende dal tipo di cellula presente nei polipo e dalla co-presenza di alcune malattie (asma, allergia a pollini e farmaci). Questo spiega i fallimenti chirurgici dei pazienti che si sottoponevano all’asportazione dei polipi nasali non conoscendo la tipologia della loro poliposi. Quindi, conoscendo il tipo di poliposi, oggi è possibile programmare una terapia di precisione, fondamentale per evitare numerose recidive e trattamenti chirurgici.

Simone Ciloni

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