Miura da record, l’ex attaccante del Genoa continua a giocare a 52 anni: “Voglio morire giocando”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:09
"Voglio morire da calciatore"
(Getty Images)

Kazu Miura punta a battere ogni record: a 52 anni continua a giocare tra i professionisti in Giappone e dice di non avere alcuna intenzione di smettere.

L’attaccante giapponese Kazu Miura è considerato alla stregua di una leggenda in Giappone. Da ragazzo ha mostrato abilità fuori dal comune per l’allora calcio nipponico, abilità che gli hanno permesso di ottenere spazio nelle giovanili di una società di calcio brasiliana, il Clube Atletico Juventus, a soli 15 anni. Dopo aver affinato la sua tecnica nel Paese considerato come la patria del calcio ha fatto il suo esordio tra i professionisti nel 1986, a 19 anni, gioca nel Santos, nel Palmeiras, nel Coritiba e nel Paranà, prima di fare ritorno in Giappone dove esplode definitivamente tra le fila del Tokyo Verdi.

In quattro stagioni segna 45 reti in 97 partite e attira l’attenzione del Genoa che decide di tesserarlo per la stagione ’94-’95, facendolo diventare il primo giapponese a giocare nel campionato italiano. Gli appassionati dell’anime Holly e Benji troveranno molte similitudini tra la carriera di Miura e quella di Oliver Hutton (protagonista del cartone) ed in effetti pare gli autori si siano ispirati proprio a Miura per creare il suo personaggio.

Miura da record a 52 anni continua a giocare e non intende ritirarsi

Purtroppo per lui la carriera in Europa non è andata come si sarebbe aspettato, troppa la differenza di livello tra i campionati in quel momento storico (lo è tuttora, ma il calcio giapponese ha prodotto talenti di valore anche per il calcio europeo). Ma il leggendario attaccante nipponico non si è mai abbattuto ed ha continuato a giocare fino a questa stagione, alla straordinaria età di 52 anni. Recentemente intervistato da ‘L’Equipe‘, Miura ha spiegato di non avere alcuna intenzione di smettere: “Quando morirò, vorrei che si dicesse che è morto il calciatore Kazu Miura, non l’ex giocatore”.

Il calciatore spiega che è il corpo che decide quando è il momento di smettere e lui lo farà solamente quando non riuscirà più ad allenarsi: “È il corpo che decide. Se sarò stanco al punto da non potermi allenare, sarà il momento. Ma oggi non riesco a immaginare di dire addio a 50 mila persone dentro uno stadio”. Insomma non ci resta che augurargli di poter continuare ancora a lungo.

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