Caso Stefano Cucchi, parla il super testimone: “Così hanno picchiato Stefano e mi hanno intimato di tacere”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:19

Il Processo bis per l’omicidio di Stefano Cucchi è arrivato in Corte d’Assise e ha visto la testimonianza del carabiniere, super testimone e imputato, Francesco Tedesco

Il superteste-imputato Francesco Tedesco depone davanti alla Corte d’Assise durante il processo nel tribunale di Roma, 8 aprile 2019
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Il Processo bis per la morte di Stefano Cucchi è arrivato in prima Corte d’Assise a Roma. La ricostruzione della vicenda giudiziaria che ha condotto Stefano Cucchi alla morte è stata fatta da Francesco Tedesco, il carabiniere che oltre a essere imputato con l’accusa di omicidio preterintenzionale è anche un super testimone. Proprio su confessione di Tedesco, infatti, si arrivò a scoprire che furono i colleghi Alessandro Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro– anche loro imputati- gli autori di quel pestaggio mortale.

Il caso Stefano Cucchi in corte d’Assise, Francesco Tedesco è supertestimone e imputato

Il carabiniere Francesco Tedesco, a nove anni di distanza da quel 22 Ottobre 2009 in cui Stefano Cucchi perse la vita dopo giorni di agonia, ha raccontato la verità che i familiari avevano sempre sospettato si nascondesse dietro la morte del 31enne: un violento pestaggio commesso da alcuni dei militari che presero il ragazzo in custodia. In Corte d’Assise Francesco Tedesco ha parlato e ha voluto chiedere scusa alla famiglia Cucchi per i suoi nove anni di silenzio. Il super testimone, che  è anche imputato in quanto anche lui coinvolto nella triste vicenda, ha raccontato come si sarebbero svolti i fatti e ha rivelato delle pressioni subite dai colleghi che hanno cercato di mettergli paura e impedirgli di parlare. A Tedesco vengono anche imputati i reati di falso nella compilazione del verbale di arresto di Cucchi e di calunnia (insieme con il Maresciallo Roberto Mandolini). Anche il carabiniere Vincenzo Nicolardi deve rispondere di calunnia nei confronti di alcuni agenti di polizia penitenziaria, inizialmente accusati di essere i veri responsabili di quelle percosse.

Il caso Stefano Cucchi in Corte d’Assise, la deposizione di Francesco Tedesco

Così Francesco Tedesco in aula a Roma: “Al fotosegnalamento Cucchi si rifiutava di prendere le impronte, siamo usciti dalla stanza e il battibecco con Di Bernardo è proseguito. Mentre uscivano dalla sala, Di Bernardo si voltò e colpì Cucchi con uno schiaffo violento in pieno volto. Poi lo spinse e D’Alessandro diede a Cucchi un forte calcio con la punta del piede all’altezza dell’ano. Nel frattempo io mi ero alzato e avevo detto: ‘Basta, finitela, che cazzo fate, non vi permettete’. Ma Di Bernardo proseguì nell’azione spingendo con violenza cucchi e provocandone una caduta in terra sul bacino, poi sbattè anche la testa. Io sentii il rumore della testa, dopo aveva sbattuto anche la schiena. Mentre Cucchi era in terra D’Alessandro gli diede un calcio in faccia, stava per dargliene un altro ma io lo spinsi via e gli dissi a ‘state lontani, non vi avvicinate e non permettetevi più. Aiutai Stefano a rialzarsi, gli dissi ‘Come stai?’ lui mi rispose ‘Sono un pugile sto bene’, ma lo vedevo intontito“.

Il caso di Stefano Cucchi in Corte d’Assise, la scomparsa delle annotazioni e le minacce a Tedesco

Il 22 Ottobre, come raccontato dallo stesso vicebrigadiere Tedesco, il militare aveva scritto delle annotazioni sul caso Cucchi raccontando del pestaggio e della telefonata fatta al Maresciallo Mandolini (allora Comandante della Caserma Appia presso la quale era stato portato Stefano Cucchi)  per spiegargli per filo e per segno quanto accaduto al 31enne per mano dei colleghi. Qualche giorno dopo, recatosi a controllare il registro nel quale aveva inserito i fogli che il Comandante avrebbe dovuto firmare, Tedesco scoprì che era stata cancellata la sua annotazione. Questo, ha confessato il carabiniere, gli mise addosso una grande paura: nei giorni successivi il militare venne trattato in caserma come se non esistesse e c’era molta agitazione all’interno dell’edificio. “Questa cosa l’ho vissuta come una violenza”, ha detto Tedesco, ammettendo anche di essere stato istruito da Mandolini su cosa avrebbe dovuto dire al cospetto del Pubblico Ministero, e cioè “devi dire che stava bene. Devi seguire la linea dell’arma se vuoi continuare a fare il carabiniere“. Una minaccia in piena regola che ha pesato e non poco sul silenzio di Francesco Tedesco.

Il caso Stefano Cucchi in Corte d’Assise, Ilaria Cucchi: “Quanto accaduto a Stefano non si potrà più negare

Dopo il dettagliato racconto fatto da Francesco Tedesco non poteva mancare una dichiarazione di Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano che in questi dieci anni tanto si è battuta affinché la verità venisse a galla e Stefano potesse finalmente avere giustizia. “Dopo dieci anni di menzogne e depistaggi in quest’aula è entrata la verità raccontata dalla viva voce di chi era presente quel giorno. Sentivo il carabiniere Tedesco descrivere come è stato ucciso mio fratello e il mio sguardo cercava quello dei miei genitori che ascoltavano raccontare come è stato ucciso il loro figlio. E’ stato devastante, ma a questo punto quanto accaduto a Stefano non si potrà mai più negare“, ha detto Ilaria Cucchi.

(Fonte: La Repubblica.it)

Maria Mento

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!