“Pagate o avveleniamo i vostri prodotti”. Lavazza, Ferrero e Barilla sotto ricatto

oleandrina ferrero ricatto 300.000 euro in Bitcoin entro il 20 maggio, altrimenti le conseguenze potrebbero essere pesanti. 

E’ il “ricatto” che stanno subendo alcuni tra i marchi più importanti d’Italia: si tratta di Ferrero, Lavazza, Barilla e Vergnano, che sono chiamate a versare l’imponente cifra entro la “deadline” del 20 maggio. In caso contrario, i prodotti di queste aziende potrebbero essere “avvelenati” con l’oleandrina, una sostanza molto pericolosa (ricavata dall’oleandro, ndr) che può comportare anche gravi disturbi al cuore.

“Se non ci pagate, avveleneremo i vostri prodotti”, è il messaggio fatto recapitare alle sedi principali delle aziende italiane tramite delle buste provenienti dal Belgio.

Sul ricatto stanno indagando a fondo polizia e carabinieri, che non escludono alcuna pista, come spiega “NextQuotidiano”.

La lettera: “Il veleno è molto efficiente”

Tra le tante strade battute dalle forze dell’ordine, viene tenuta in considerazione anche quella di un possibile collegamento con i plichi esplosivi fatti pervenire alla sindaca di Torino, Chiara Appendino, dagli anarco-insurrezionalisti.

“Non vi fate ingannare dall’aspetto: diluito o meno, il veleno è molto efficiente – si legge nella lettera – Come saprete è molto semplice introdurre un po’ di veleno, in polvere o liquido, in uno dei vostri prodotti che si trovano sugli scaffali dei supermercati. Riuscite ad immaginare gli effetti disastrosi, per l’immagine della vostra compagnia, se i clienti iniziassero a morire avvelenati…”.

Le produzioni dei vari stabilimenti continuano regolarmente, ma sulla polverina si stanno effettuando esami e controlli.

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