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Il successo di Event Horizon: i telescopi catturano la prima foto di un buco nero. Ed è storia

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Il successo di Event Horizon: telescopi catturano la prima immagine di un buco neroEvent Horizon ha fatto la storia: gli scienziati del progetto europeo sono riusciti nell’intento di catturare la prima immagine di un buco nero ed hanno convocato 7 conferenze contemporanee per mostrarla al mondo. 

Nell’astronomia moderna uno dei più grandi misteri è legato all’esistenza dei buchi neri. La loro natura non permette agli scienziati di osservarli direttamente, nemmeno con l’ausilio dei più potenti telescopi. Proprio allo scopo di catturare un’immagine di un buco nero il consiglio europeo della ricerca ha finanziato il progetto “Event Horizon“, coordinato dagli astronomi Luciano Rezzolla e Heino Falke dell’università di Nijmegen e da Michael Kramer della Royal Astronomical Society.

Per ottenere questo risultato si è pensato di puntare otto telescopi sul più grande buco nero della Via Lattea (Sagittarius A) e quello della galassia M87. In questo modo si poteva ottenere un “telescopio virtuale” capace di osservare questi corpi celesti ignori da più angolazioni. Dopo quasi 5 anni di lavoro, Event Horizon ha ottenuto il risultato sperato, riuscendo ad immortalare per la prima volta l’ombra di un buco nero.

La prima immagine di un buco nero

La portata storica di questo evento è colossale: prima di oggi, infatti, le immagini dei buchi neri erano delle riproduzioni fatte al computer che rappresentavano l’idea dell’interno di un buco nero. Mentre quella catturata da Event Horizon è la prima immagine reale. Sheperd Doeleman, relatore alle conferenze congiunte e capo progetto di EHT, ha spiegato che si tratta dell’ombra di un buco nero, dato che l’oscurità all’interno di essi non permette di catturarne un’immagine diretta.

Quello che si vede nell’immagine è un cerchio di fuoco che, stando alla spiegazione di Doeleman, altro non sarebbe che la luce creata dalla gravità all’interno del buco nero: la deformazione spazio temporale presente in quel luogo fanno sì che la luce vaghi intorno al buco nero come in un moto circolare. Il capo progetto spiega anche che l’anello di luce ha un diametro di circa 100 mila miliardi di chilometri e che il buco nero ha una superficie che misura 6,5 miliardi di volte quella del sole.

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