Taglio sulle accise in arrivo? Non proprio: dal 2020 il prezzo della benzina aumenterà ancora

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:30
il costo della benzina aumenterà ancora
(Getty Images)

Gli italiani attendono con ansia il tanto vociferato taglio sulle accise promesso da Salvini. Purtroppo per loro, però, questo taglio non ci sarà, anzi a partire da gennaio 2020 il carburante sarà più caro.

Durante la campagna elettorale, uno dei cavalli di battaglia dell’attuale ministro dell’Interno e vice premier Matteo Salvini è stato il taglio delle accise sul carburante. Il leader della Lega sapeva bene che gli italiani lamentano da tempo un costo eccessivo della benzina (uno dei più alti d’Europa) e che questo era maggiorato proprio dall’esistenza delle accise. Per questo motivo ha promesso agli italiani che al suo primo consiglio dei ministri le avrebbe tagliate.

Dopo 10 mesi di governo è stata attuata una politica restrittiva sull’accoglienza ai migranti, è stato approvato il decreto sicurezza, è passata a fatica la legge di Bilancio 2019. Quindi abbiamo visto approvare il reddito di cittadinanza ed una controversa legge sulla legittima difesa, e le accise? Per farla breve, queste non verranno tagliate, anzi aumenteranno a partire dal prossimo anno insieme all’Iva.

Niente taglio, le accise aumenteranno a gennaio 2020

L’aumento delle accise è segnalato proprio nella legge di Bilancio 2019 ed è stato confermato anche nel Def (Decreto Economia e Finanza), nel quale si legge: “La lettura della previsione tendenziale deve tenere conto del fatto che la legislazione vigente, come modificata dalla Legge di Bilancio 2019, prevede un aumento delle aliquote IVA a gennaio 2020 e a gennaio 2021, nonché un lieve rialzo delle accise sui carburanti a gennaio 2020”.

Il Ministero dell’Economia cerca, con l’aumento dell’Iva e delle accise, di ottenere un ricavo da 50,8 miliardi. Ma come mai si è reso necessario tale aumento? Il governo deve trovare i finanziamenti necessari per approvare quelle leggi tanto agognate, come la Flat Tax, che hanno portato all’approvazione della legge di Bilancio con riserva da parte della Commissione Europea. Qualora infatti per approvarle il governo sforasse i termini di spesa pattuiti, si attiverebbero le clausole salvaguardia che comporterebbero un ulteriore aumento dell’IVA.

 

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