Benedetto XVI: “La Pedofilia? Frutto della liberalizzazione dei costumi avvenuta nel ’68”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:15

Frutto della liberalizzazione sessuale del '68Benedetto XVI torna ad esprimersi pubblicamente con un documento in cui analizza teologicamente e socialmente lo sviluppo degli abusi sessuali all’interno della Chiesa.

In questi ultimi anni, sono sempre di più le persone che si chiedono come mai la Chiesa non abbia ancora risolto i casi di abuso sessuale ai danni di minori, e non solo (anche alcune suore sono state vittime di violenza), e quali sono le mosse che intende applicare a tale scopo. Il summit sulla pedofilia voluto da papa Francesco pare che non abbia prodotto risultati significativi, limitandosi a fornire una serie di linee guida su come comportarsi nel caso vengano riferite delle accuse ai danni di alcuni prelati.

Sull’argomento la Chiesa si esprime il meno possibile, chiedendo tempo e pazienza per organizzare un sistema di denuncia e condanna che possa essere funzionale e si avvalga dell’aiuto della giustizia tradizionale. Nel frattempo qualcuno che si è esposto sull’argomento in maniera argomentativa c’è stato, parliamo del papa emerito Benedetto XVI, il quale, proprio in questi giorni, ha pubblicato un documento di 18 pagine in cui analizza a fondo il problema da un punto di vista teologico, sociale e storico.

Benedetto XVI: “La pedofilia? Tutto ha avuto inizio nel ’68”

Nella sua analisi, una condanna senza riserve ai peccati degli uomini di chiesa, Benedetto XVI cerca di partire dal periodo in cui tali comportamenti si sarebbero insinuati all’interno della struttura ecclesiastica. Egli rintraccia nella perdita di fede e nell’abbandono degli ideali tradizionali le cause di tale corruzione e perversione, fenomeni che hanno una data ben precisa e coincidono con la grande crisi vocazionale: la metà degli anni ’60 e più precisamente il ’68.

Parlando delle caratteristiche della rivoluzione sessantottina, Benedetto ricorda: “Tra le libertà che la Rivoluzione del 1968 voleva conquistare c’era anche la completa libertà sessuale, che non tollerava più alcuna norma. La propensione alla violenza che caratterizzò quegli anni è strettamente legata a questo collasso spirituale”. Tale libertà, però, avrebbe portato a suo dire anche ad una degenerazione dei costumi all’interno della Chiesa: “Della fisionomia della Rivoluzione del 1968 fa parte anche il fatto che la pedofilia sia stata diagnosticata come permessa e conveniente”, spiega il papa emerito che in seguito aggiunge: “Quantomeno per i giovani nella Chiesa, ma non solo per loro, questo fu per molti versi un tempo molto difficile”.

 

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