Caso Mimmo Lucano, il sindaco di Riace sarà processato: la decisione dopo l’udienza preliminare

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:54

Amelia Monteleone, Gup di Locri, ha deciso di rinviare a giudizio Mimmo Lucano. Il Sindaco di Riace, indagato con altre 26 persone, potrà invece tornare nella cittadina calabra per sentenza della Cassazione

La Corte di Cassazione ha annullato sì il divieto imposto al sindaco Mimmo Lucano di recarsi nella sua Riace, ma non ha cancellato gli altri capi d’imputazione che gli vengono ancora contestati. Per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina Mimmo Lucano dovrà andare a processo il prossimo mese di Giugno. Indagate insieme al Sindaco, attualmente sospeso, altre 26 persone.

Mimmo Lucano rinviato a giudizio, tra gli indagati anche la sua compagna

Il prossimo 11 Giugno 2019 è la data in cui avrà luogo la prima udienza del processo – che vedrà il Viminale costituirsi parte civile– a carico del sindaco di Riace Mimmo Lucano e di altre 26 persone indagate nell’ambito dell’inchiesta per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Tra queste 26 persone c’è anche Lemlen Tesfahun, la compagna del primo cittadino. La posizione di ulteriori tre indagati dovrà essere ben studiata per il sopraggiungimento di problemi tecnici che hanno modificato l’assetto del primo troncone dell’inchiesta. È quanto stabilito dal Gup di Locri Amelia Monteleone in seguito alle quattro giornate di udienza preliminare e alle 7 o poco più ore trascorse in camera di consiglio. Sebbene l’impianto accusatorio costruito sul modello Riace fosse già stato smontato dal gip Domenico Di Croce, il processo dovrà accertare se la gestione della cosa pubblica nella cittadina calabra non celi realmente un impianto criminale ben orchestrato.

Mimmo Lucano rinviato a giudizio, la Cassazione lo scagiona sui rifiuti

Dai primi dati emersi sembrerebbe, però, che a Riace nessuno abbia intascato soldi pubblici e che i servizi venissero erogati: tanto che lo stesso Di Croce aveva definito le accuse come “laconiche” e “congetturali”, parlando anche di errori grossolani commessi dagli inquirenti. Le accuse a carico di Lucano non sarebbero supportate da prove materialmente definibili. Ad esempio, si parla di matrimoni celebrati ad hoc tra migranti e italiani per permettere ai primi di ottenere la cittadinanza e poter rimanere nel nostro Paese. Ma di questi matrimonio manovrati non ci sarebbero né prova né contestazioni formali giunte in merito, come ha sottolineato la Cassazione. Pare che il sindaco abbia tentato di favorire l’avvicinamento alI’Italia del fratello della compagna, ma questa vicenda dovrà essere ben valutata. Proprio alla Corte di Cassazione Mimmo Lucano si è rivolto per appellarsi contro il divieto di recarsi a Riace. La Cassazione ha scagionato il sindaco sulla questione degli appalti (non ci sarebbero prove relativamente ad appalti truccati per favorire ditte specifico in merito alla raccolta differenziata dei rifiuti), ma per il momento resta attivo per lui il divieto di tornare a Riace.

(Fonti: Il Corriere della Calabria.it e La Repubblica.it)

Maria Mento

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