Chi è Caio Giulio Cesare Mussolini, candidato di Fratelli d’Italia alle Europee? Ce lo spiega Storace

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:27

Ha suscitato discreto clamore la scelta di Fratelli d’Italia di candidare alle Europee Caio Giulio Cesare Mussolini, pronipote di Benito, nonché terzo discendente del Duce ad entrare in politica dopo Alessandra (già deputata, senatrice ed eurodeputata) e Rachele, consigliera comunale a Roma.

Ha suscitato discreto clamore anche per la scelta grafica nei cartelloni per presentare la candidatura, con caratteri che rievocano con forza il ventennio.

Ma non siamo grafici e siamo qui semplicemente per introdurre il candidato di Fratelli d’Italia alle prossime Europee nella circoscrizione Sud.

Chi è Caio Giulio Cesare Mussolini?

Sono diverse le realtà che hanno riportato la biografia del pronipote del Duce, nato in Argentina, vissuto tra il 1978 e il 1986 in Venezuela e da dodici anni di stanza ad Abu Dabi (negli Emirati Arabi), dove lavora in qualità di Marketing & Sales Area Manager per Drass Middle East, società della provincia di Livorno che produce sommergibili di piccole dimensioni e camere iperbariche per la compensazione dopo le immersioni in profondità.

Ma sicuramente più interessante è quanto scritto dall’ex ministro della Salute, parlamentare e presidente della Regione Lazio Francesco Storace, direttore de ‘Il Secolo d’Italia’, nell’editoriale “Please, lasciate in pace il Comandante Mussolini (Caio Giulio Cesare)…”

Editoriale in cui Storace attacca così:

“Diventeranno pazzi. Appena hanno saputo che c’è un nuovo Mussolini in lista sono usciti di testa. Poi hanno scoperto che ha due lauree. E, terribile, parla fluentemente tre lingue”.

Partiamo da questo ultimo punto: il fatto che Mussolini parli tre lingue, con i decenni di vita all’estero alle spalle, non lo rende certamente un supereroe.

Capiamo che nel mondo della politica le lingue rappresentino per molti un problema, ma al di fuori dei palazzi sono decine di migliaia con questa stessa skill (e che non per questo correrranno per un posto da europarlamentare).

Circa le lauree, anche in questo caso sono parecchi gli italiani titolati proprio come Caio Giulio Cesare Mussolini (non si può dire lo stesso di Storace, se le fonti web non ingannano).

Ma proseguiamo.

Dopo qualche altro attacco alla sinistra italiana (quale sinistra, poi?), Storace scrive:

“Caio Giulio Cesare, un nome da delizia imperiale romana, ha un curriculum d’eccellenza.
Orrore, lavora. Comandante della Marina prima, manager di Finmeccanica poi. Dalle loro parti, difficile trovarne”.

Potremmo stare a dibattere ore circa il senso del lavoro e quanto lo stesso nobiliti l’essere umano, ma non è questa la sede e vorrei solamente sottolineare come tutti bene o male si lavori (magari non arriviamo tutti ad essere comandanti e manager, è vero. Ma siam certi che ce ne siano anche a sinistra).

Ma andiamo oltre. Dopo aver sottolineato come “Caio Giulio Cesare non è mai stato funzionario di partito, non ha vitalizi in banca, non riscuote la pensione della legge Mosca” (come milioni di italiani), Storace indica i nemici del bisnipote del Duce – citando una sua intervista:

“Pensiero unico, immigrazione incontrollata, pochi grandi gruppi finanziari che controllano tutto, l’integralismo islamico“.

Anche in questo caso, ritengo che Caio Giulio Cesare Mussolini abbia molto in comune con molti italiani (anche di sinistra: non credo si sia favorevoli ai “pochi grandi gruppi finanziari che controllano tutto”. La sinistra è per antonomasia contro l’1%).

Continuo a non capire una sola cosa, a tutt’oggi: quando si parla di questo fantomatico “pensiero unico”, a cosa ci si riferisce?

Ma avviamoci verso la conclusione (sorvolando l’attacco a Serra, che è spesso attaccato in primo luogo da sinistra):

“A proposito: ne parlano anche testate internazionali. Ecco, lasciatelo in pace. Please. Demonizzarlo non vi conviene”.

Convengo con Storace e credo che questo sarà l’ultimo articolo dedicato – quantomeno in campagna elettorale – al dottor Mussolini:

se i cittadini lo voteranno, considerando che non esiste una legge che impedisca ai discendenti del Duce di candidarsi (esiste una legge che impedisce che si rifondi il partito fascista, ma non crediamo sia sua intenzione), Caio Giulio Cesare andrà a sedersi sugli scranni dell’europarlamento.

Ma è assolutamente vero: è il caso di lasciare in pace il candidato di Fratelli d’Italia ed è il caso che la sinistra – chiudo permettendomi anch’io di sparare sulla croce rossa – smetta di fare opposizione ad personam.

Anni di fallimentare antiberlusconismo non hanno insegnato nulla.

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