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Luigi Di Maio e Matteo Salvini ancora distanti: i due vice Premier divisi sul 25 Aprile

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Luigi Di Maio e il collega Matteo Salvini la pensano diversamente sulla celebrazione del 25 Aprile. Il Ministro del Lavoro lo celebrerà

da Ansa

Luigi Di Maio ha sottolineato con forza l’importanza della festa della Liberazione e ha dichiarato che festeggerà la ricorrenza del prossimo 25 Aprile perché si tratta di una data storica e importante per il nostro Paese. Le parole del vice Premier arrivano dopo quelle pronunciate dal collega Matteo Salvini, il quale ha fatto sapere che invece di festeggiare- o partecipare alle sfilate- sarà a Corleone, in Sicilia. Un’occasione in più per rimarcare le diversità di pensiero dei due Ministri che già in altre situazioni (ad esempio nel caso TAV) non si erano trovati d’accordo.

Luigi Di Maio festeggerà il 25 Aprile, Salvini in Sicilia: la Liberazione secondo i Ministri e le polemiche

Luigi Di Maio ha voluto rispondere al leader della Lega che mercoledì ha dichiarato di non aver intenzione di prendere parte ad alcuna sfilata per il 25 Aprile,  dal momento che “La lotta a camorra, ‘ndrangheta e mafia è la nostra ragione di vita. Vado a Corleone a sostenere le forze dell’ordine nel cuore della Sicilia“. Salvini, quindi, ha snobbato la manifestazione dell’Anpi dichiarando che l’Italia ha un’altra priorità: lottare contro le mafie. Dunque, Matteo Salvini non sarà vicino ai colleghi e al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la commemorazione all’Altare della Patria. Il Ministro del Lavoro invece ci sarà e nelle sue dichiarazione sembra proprio di leggere una chiara risposta indirizzata al collega. Contro Salvini anche Emanuele Fiano, alla presidenza del PD alla Camera, secondo cui il Ministro dell’Interno starebbe strumentalizzando il suo ruolo per offuscare il valore storico di una ricorrenza così importante come questa.

Luigi Di Maio festeggerà il 25 Aprile: “Lottiamo 365 giorni l’anno contro mafia e corruzione”

Io festeggerò il 25 Aprile perché è un giorno importante per la nostra storia, in cui festeggiamo chi ha vinto, i nostri nonni che hanno condotto una battaglia contro un regime e che hanno ottenuto il risultato di darci la libertà e la democrazia. 365 giorni all’anno noi contrastiamo le mafie e la corruzione. Ma quel giorno, importante per la nostra nazione, non ci sono due parti che si combattono. Io ho ben chiaro da che parte stare il 25 Aprile, dalla parte dei nostri partigiani che ci hanno liberato, non dalla parte di chi parla male dei partigiani o di chi vuole dire che il 25 Aprile non è stato il giorno della Liberazione”, ha detto Luigi Di Maio. L’affondo su mafia e corruzione indica una precisa volontà di discostarsi dalle dichiarazioni del leader del Carroccio.

(Fonti: La Repubblica.it e Libero.it)

Maria Mento

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