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Israel Folau, il rugbista è nella bufera per le sue frasi omofobe. Ma lui non si pente

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Israel Folau è il giocatore di rugby che in queste ore è al centro di una polemica per aver svelato, con delle frasi, la sua omofobia. Ma il rugbista è tutt’altro che pentito

Israel Folau (Reuters)

In alcune frasi, con le quali non ha mancato di tirare in ballo la religione, il rugbista Israel Folau ha chiesto a determinate “categorie” di persone di rinnegare le loro idee diaboliche per evitare di finire all’inferno. Tra loro ci sono omosessuali, idolatri, atei, mentitori, ladri, fornicatori e ubriachi. A causa di quanto scritto, e cioè un messaggio palesemente omofobo, adesso Israel Folau rischia di subire la radiazione da parte della federazione di rugby del suo Paese. Il giocatore, non appena saputo cosa potrebbe accadergli, anziché ritrattare e scusarsi ha ribadito con forza il concetto, asserendo che “Dio è con me”.

Israel Folau contro gli omosessuali, la polemica dopo il via libera della Tasmania al genere facoltativo sui documenti

La vicenda che sta coinvolgendo il giocatore di rugby Israel Folau parte dalla decisione della Tasmania di rendere facoltativa la specificazione del genere sessuale di appartenenza delle persone sul loro documento d’identità. “Omosessuali, adulteri, mentitori, fornicatori, ladri, ubriachi, atei e idolatri: l’inferno vi aspetta. Il diavolo ha accecato tante persone in questo mondo, pentitevi e rinnegate le vostre idee diaboliche”, ha quindi scritto- di conseguenza- Israel Folau in un post. Il giocatore australiano non ha mai nascosto il suo disprezzo nei confronti degli omosessuali e delle unioni tra persone dello stesso sesso, ma sulle sue precedenti esternazioni (risalenti agli anni  2017 e 2018) si era chiuso un occhio. Pare che stavolta per Israel Folau, un’icona con ben 70 presenze in nazionale, non ci possa essere perdono, a meno che non vengano addotti dal giocatore “convincenti motivi attenuanti” che possano giustificare le sue uscite molto sopra le righe.

Israel Folau contro gli omosessuali, la Federazione australiana è pronto a radiarlo

«Folau ha diritto ad avere delle opinioni, ma il suo modo di esprimerle non è coerente con i valori dello sport. Il rugby è uno sport che lavora per unire e vogliamo che tutti si sentano benvenuti, senza alcuna diffamazione basata sulla razza, sul genere, sulla religione o sulla sessualità». Questo quanto fatto sapere in un comunicato pubblicato da Waratahs (il club di Folau) e da Rugby Australia. La Federazione australiana, in merito al caso di Israel Folau (già ribattezzato sul web il “Savonarola della palla ovale”), ha preso una decisione che va verso la radiazione. L’Australia, e la Federazione australiana di riflesso, è un Paese molto attento alla lotta all’omofobia. Insomma, pare che pur di tenere alto il nome di questo importante ideale la Federazione sia disposta a perdere uno dei suoi giocatori di punta a pochi mesi dall’inizio del mondiale. Israel Folau come ha reagito alla risonanza scatenata dalle sue dichiarazioni? Un altro giallo sta rendendo ancora più incandescente la situazione: il giocatore sarebbe non rintracciabile già da due giorni.

Israel Folau contro gli omosessuali, il giocatore di rugby non si pente e si mette nelle mani di Dio

Israel Folau è scomparso dai radar circa 48 ore fa. Nel frattempo, molti suoi colleghi hanno rilasciato in vario modo dichiarazioni che osteggiano fortemente le idee da lui veicolate. C’è chi lo ha fatto chiamandolo bigotto e c’è chi invece ha postato un bacio omofobo sui social taggando il suo account Instagram. Qualcuno come Billy Vunipola si è schierato al suo fianco asserendo che “l’uomo è stato fatto per la donna”: proprio per questo anche Vunipola è nel mirino della Federazione inglese. “Non sono omofobo, e comunque la mia fede è più importante della ma carriera”, aveva dichiarato Israel Folau nel 2017. “Credo in un Dio che ha il controllo di tutte le cose. Vivo per Dio ora. Credo che i suoi piani per me siano migliori di qualsiasi cosa io possa pensare. Se non è per continuare a giocare, così sia. Dico questo, ovviamente mi piace giocare al footy e se dovesse cadere in quella direzione mi mancherà sicuramente giocare a rugby. Ma la mia fede in Gesù Cristo è ciò che viene prima”, avrebbe detto in merito alla sua possibile radiazione (attualmente in discussione presso gli organi federali). Quel che è certo è che pare che Folau non abbia intenzione di ritrattare le sue dichiarazioni omofobe.

(Fonti: Rugbymeet.com e La Stampa.it)

Maria Mento

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