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Copyright, l’Italia vota contro ma arriva il via libera del Consiglio Ue

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consiglio europeoLe nuove norme sul diritto d’autore sono realtà, approvate dal Consiglio con voti contrari, tra gli altri, dell’Italia. Dopo due anni la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale

E’ un momento storico per il mondo digitale: l’approvazione della riforma del copyright europeo da parte del Consiglio va infatti a modificare di fatto le regole sul diritto d’autore. Non tutti i Paesi si sono però espressi a favore: Italia, insieme a Finlandia, Polonia, Lussemburgo, Olanda e Svezia hanno votato contro mentre Estonia, Belgio, Slovenia si sono astenuti. Dal canto suo la Germania ha invece chiesto che venisse messo a verbale uno specifico protocollo nel quale la Commissione viene invitata ad evitare filtri all’upload e censura. Si tratta, ha dichiarato dopo l’approvazione “senza discussione” della direttiva il presidente dell’associazione dei produttori di musica indipendente europea Helen Smith, di “un testo bilanciato che fissa un precedente da seguire per il resto del mondo, mettendo cittadini e creatori al centro della riforma e – ha proseguito – introducendo regole chiare per le piattaforme online. La Ue – ha concluso – ha dimostrato di essere un leader nel sostenere un internet equo, aperto e sostenibile”. Dopo l’accordo provvisorio sui diritti d’autore nel web raggiunto nel mese di febbraio, il Parlamento europeo ha approvato le nuove regole sul finire del mese di marzo: le norme includono tra le altre cose una serie di salvaguardie alla libertà di espressione e permetteranno sia ai creatori che agli editori di notizie di negoziare, con i big del web, un equo compenso.

Diritto d’autore, le principali novità

Se una piattaforma digitale pubblica un contenuto, con le nuove norme introdotte dal Parlamento Ue dovrà riconoscere, se richiesto, un equo compenso per quel contenuto. Compenso che andrà all’editore il quale a sua volta compenserà il giornalista, lo scrittore o il musicista. Qualora un autore abbia già concordato un compenso, le nuove norme gli consentono di rinegoziare, se svantaggioso, l’accordo. Nessun problema per Wikipedia, enciclopedia web gratuita libera dunque da vincoli e oneri, così come le altre piattaforme libere, open source. Le nuove piattaforme o start up avranno invece vincoli meno stringenti e rimane gratuita la pubblicazione di brevi frammenti o sintesi dell’opera. Prima che le norme diventino a tutti gli effetti attive occorre ancora un ultimo via libera degli Stati riuniti nel Consiglio europeo e, due anni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e dopo che ogni stato le avrà recepite con legge nei propri ordinamenti, entreranno a tutti gli effetti in vigore.

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