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L’evoluzione della specie, scoperte nelle Filippine le tracce dell’Homo Luzonensis vissuto 50mila anni fa

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Gli studiosi hanno rintracciato nelle Filippine i resti ossei di un nostro antenato che sono la prova di un livello dell’evoluzione della specie finora non documentato

Philip Piper (ANU School of Archaeology) fotografato da Lannon Harley. In mano lo scienziato tiene un osso appartenente a un esemplare di Homo Luzonensis

Un nuovo tassello si è aggiunto allo sterminato puzzle che ci racconta- seppur con ancora tantissime lacune- l’evoluzione della specie umana. Questo è stato possibile grazie a una scoperta, destinata a fare storia, avvenuta nelle isole Filippine e annunciata dalla rivista accademica Nature. Qui gli antropologi hanno individuato i resti ossei del cosiddetto Homo Luzonensis, cioè i resti di un esemplare del genere Homo caratterizzato da un corpo che si è evoluto con tratti differenti rispetto ai vari Homo Eerectus, Homo Sapiens e Homo Sapiens Sapiens già conosciuti dalla scienza. Vediamo insieme le varie tappe di questa scoperta e le conclusioni che, allo stato attuale delle ricerche, è possibile trarre da queste nuove, straordinarie, testimonianze di vita passata.

Le tracce dell’Homo Luzonensis scoperte nelle Filippine, le prime tracce scoperte dieci anni fa

La scoperta dei resti ossei di un esemplare della specie conosciuta come Homo Luzonensis ci riportano a una specie umana vissuta nel sud-est asiatico probabilmente 50mila anni fa. I primi resti ossei che vi fanno riferimento, e che sono stati riconosciuti come tali dagli antropologi, sono emersi già dieci anni fa all’interno della grotta di Callao, nelle Filippine: si trattò, all’epoca, di un osso appartenente al piede di un ominide vissuto ben 67mila anni fa. A questo ritrovamento ne seguirono degli altri: 2 ossa di una mano, 2 ossa di un piede, 7 denti e un femore. All’atto della scoperta gli studiosi interpretarono quei reperti come appartenenti ai resti fisici di un esemplare di Homo Sapiens, ma oggi gli specialisti sono in grado di affermare che la realtà dei fatti è molto diversa. Gli studi condotto su quelle ossa hanno portato alla chiara, netta, sensazione che ci si trovasse di fronte a qualcosa di nuovo: una specie dalle caratteristiche ossee diverse rispetto a quelle classificate da Florent Détroit, il paleoantropologo del Museo Nazionale di Storia Naturale di Parigi che è uno dei principali fautori di queste campagne di ricerche.

Le tracce dell’Homo Luzonensis scoperte nelle Filippine, ecco le principali caratteristiche delle ossa

Proprio Florent Détroit e la sua équipe sono concordi nell’affermare che le caratteristiche fisiche dell’Homo Luzonensis erano diverse rispetto a quelle che mostrano le ossa dell’Homo Floresiensis (il nome deriva dall’isola di Flores, luogo della scoperta), la specie umana i cui resti furono rinvenuti sempre nel Sud-est asiatico nel 2004. Diverse specie umane, quindi, avrebbero popolato questa zona del pianeta Terra nello stesso arco di tempo. In comune con l’Homo Floresiensis l’Homo Luzonensis ha la forma dei premolari (che però sono di dimensioni più piccole) ed è proprio il rapporto esistente tra la dimensione dei molari e dei premolari a definire un elemento di diversità nei confronti degli altri generi Homo finora studiati. Un’altra diversità si evince da un esame più approfondito delle ossa del piede. L’Homo Luzonensis ha un piede più simile a quello di un Australopithecus perché probabilmente il suo fisico si era strutturato in modo tale da potergli ancora permettere agilmente di arrampicarsi sugli alberi (necessità che millenni di evoluzione hanno poi radicalmente modificato).

(Fonte: Huffingtonpost.it)

Maria Mento

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