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ESCLUSIVA Sen. Taricco (PD): “Zingaretti ha ridato una guida chiara al partito. Europee? Un’Italia diversa col centrosinistra è possibile”

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Taricco

Intervista al Senatore Taricco del PD

Buonasera Senatore Taricco, per prima cosa vorremmo chiederle qual è stato il contributo più grande che il nuovo segretario Nicola Zingaretti ha portato al PD in questi pochi mesi?

Un primo contributo generale, per il semplice fatto di aver posto fine con una elezione diretta del Segretario alle Primarie, ad un lungo periodo di provvisorietà e di mancanza di riferimenti certi, si è già prodotto. Questo è sicuramente un dato positivo, di cui il partito e tutto il centrosinistra avevano un gran bisogno. Il semplice fatto di avere ridato una guida chiara, in qualche misura netta, al partito, lo ha reso già più credibile e ne ha consolidato la percezione  come alternativa, sia all’attuale Governo,  sia al nuovo centrodestra all’orizzonte. Dopodiché servirà tempo (sicuramente qualche mese) affinché scelte, decisioni, iniziative, comunicazione, profili personali e modelli organizzativi ne affinino,  per approssimazioni successive con conferme e riconferme, sedimentandone un profilo ed una identità via via più nette e percepibili.  Sicuramente un partito più aperto, più radicato sui territori, con modelli organizzativi che rafforzino gli spazi di protagonismo dei territori e di partecipazione, come il Segretario ha nei suoi interventi tratteggiato, sono tutte enunciazioni ed orientamenti condivisibili e peraltro non nuove nel nostro partito, ma bisognerà vedere se questo si tradurrà in azione concreta e in quale azione. Sono solito non affrettare giudizi, diamo tempo e vediamo nel concreto delle scelte il percorso che si delinea.

Ho fiducia ed in questo momento tutto un popolo aspetta con fiducia e spera di avere nei prossimi passaggi conferme, azioni e decisioni che confermino le attese.

Il Sen. Taricco sulle elezioni europee e la situazione del PD

Qual è l’obiettivo che il partito vuole raggiungere in vista delle Europee di maggio?

L’impegno elettorale di maggio sarà un appuntamento importante per il Partito Democratico, ma sarà soprattutto un appuntamento cruciale per il destino dell’Unione Europea e per il nostro Paese.

Per l’UE, perché  credo sia evidente a tutti che le prossime elezioni rappresentano un discrimine tra chi, pur sapendo dei limiti, dei ritardi e della lentezza, che in tante occasioni la UE ha palesato, continua a credere che all’Europa, al nostro camminare insieme, cercando una sempre maggiore integrazione, non ci sono alternative e chi invece continua a parlare di rafforzamento del ruolo contrattuale dei singoli Paesi e di cambiamento, ma in realtà lavora per la sua destrutturazione, a favore del ritorno alle chiusure nazionali, alla lotta e alla contrapposizione di visioni parziali e particolari che non dialogano e non cercano soluzioni condivise.

Così come sarà un test fondamentale anche per le prospettive politiche nel nostro Paese, ed onestamente credo non sia su questo necessario fornire altri elementi oltre a quelli che emergono dalla semplice lettura di giornali o di altri organi di comunicazione.

Rimane quindi evidente che l’obiettivo minimo per le europee è riaffermare l’esistenza, la credibilità e la forza di una alternativa, e quindi che il centrosinistra riceva il consenso necessario per poter rendere evidente che un’Italia diversa è possibile.

Simone Ciloni

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