Matteo Salvini non cede: “Con la guerra in Libia arriveranno terroristi, nessun salvataggio in mare straniero”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:15

La guerra in Libia preoccupa il Viminale sul possibile arrivo di terroristi tramite il Mediterraneo. Emessa una direttiva che richiama la Ong Mare Jonio a non effettuare salvataggi fuori dalle acque territoriali.

Con ogni possibilità la guerra in Libia accrescerà il numero di africani che tenteranno il viaggio della fortuna in mare per giungere in un porto tranquillo e scappare dagli orrori del conflitto. Tale possibilità (decisamente concreta) significa maggiori salvataggi in mare e maggiori sbarchi nei nostri confini. I migranti che scappano da una zona di guerra, infatti, sono rifugiati e per il diritto internazionale le nazioni a cui si rivolgono hanno il diritto di accoglierli.

Al Viminale, però, si teme che di questo incremento e della necessità di accoglienza si possano approfittare i terroristi islamici, a quel punto facilitati nel compito di mischiarsi ai semplici profughi. Per questo motivo è stata emessa una terza direttiva dedicata interamente alla Mare Jonio, Ong italiana che già una volta ha disobbedito al diniego di effettuare salvataggi oltre la zona Sar di competenza italiana di comune accordo con il governo di un altro Paese (in quel caso la Libia).

Salvini non cede: “Le autorità hanno il compito di vigilare sulla Mare Jonio”

La direttiva firmata da Salvini getta le basi per un divieto ad operare nel mediterraneo esteso anche alle ong italiane. In questo si legge infatti – come riportato su Repubblica.it – che i comandanti della polizia, della Marina e della Guardia Costiera hanno il compito di “Vigilare affinché il comandante e la proprietà della Mare Jonio si attengano alle vigenti normative nazionali ed internazionali in materia di coordinamento delle attività di soccorso in mare e di idoneità tecnica dei mezzi impiegati; rispettino le prerogative di coordinamento delle autorità straniere legittimamente titolate ai sensi della vigente normativa internazionale al coordinamento delle operazioni di soccorso in mare nelle proprie acque di responsabilità dichiarate e non contestate dai paesi costieri limitrofi e non reiterino condotte in contrasto con la vigente normativa”.

In parole povere se la Mare Jonio, o qualunque altra Ong, effettuasse un salvataggio al di là delle acque territoriali italiane, non potrà portare i naufraghi salvati nei porti italiani. Alla direttiva ha risposto immediatamente Mediterranea Saving Humans, facendo notare come il Ministero dell’Interno sembri vivere in una realtà parallela e come nella direttiva non abbia citato la guerra in Libia, i morti in mare e le torture a cui sono sottoposti da anni libici e africani. Nella nota infine si legge: “Forse dovrebbero parlarsi tra ministeri: la ministra della Difesa italiana ha appena affermato infatti che ‘con la guerra non avremmo migranti ma rifugiati e i rifugiati si accolgono'”.

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