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Notre Dame, la campagna di solidarietà di Giorgia Meloni fa impazzire i sovranisti

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fa impazzire i sovranisti
(Facebook)

Giorgia Meloni è scesa in campo per sostenere i cristiani francesi in questo momento di difficoltà. Ma la campagna di solidarietà proposta per aiutarli a ricostruire Notre Dame non è stata apprezzata dai sovranisti.

Il rogo che ha mandato in fumo uno dei simboli della Francia, nonché della cristianità in Europa, ha colpito la sensibilità di numerose persone nel mondo. In Italia ad ergersi come portavoce della solidarietà al popolo francese e ai cristiani d’oltralpe ci ha pensato Giorgia Meloni. La leader di Fratelli d’Italia ha infatti fatto sapere che lancerà una mozione parlamentare per una raccolta fondi che serva ad aiutare lo stato francese a ricostruire la splendida cattedrale di Notre Dame.

Nel post in questione si legge: “Ricostruiremo Notre Dame e la ricostruiremo insieme. Siamo tutti mobilitati: Fratelli d’Italia parteciperà alla raccolta fondi e presenterà una mozione in parlamento per fare in modo che il governo italiano contribuisca e metta a disposizione le nostre migliori energie”. Per la Meloni, infatti, si tratta di una questione d’identità religiosa che supera anche quella nazionale.

Le critiche dei sovranisti alla solidarietà di Giorgia Meloni

Il post della Meloni, però, non è piaciuto ai sovranisti che in fretta e furia hanno cominciato a criticare l’idea di fornire un supporto economico alla nemica Francia. Gli utenti fanno notare come, a loro avviso, in caso contrario i francesi non ci avrebbero aiutato: “Perché dovremmo contribuire? La Francia lo ha fatto con i vari terremoti e la caduta del ponte di Genova?”, dice qualcuno, dimenticando che ci sono state aziende francesi che hanno contribuito a creare fondi per i terremotati e che nella disgrazia del ponte Morandi sono morti anche cittadini francesi.

Il problema principale è rappresentato dall’idea di dover dare dei contributi monetari che potrebbero essere spesi per problemi nazionali, infatti in molti fanno notare: “I nostri soldi li impegniamo per il ponte di Genova e per i terremotati”. Ma nel mezzo si erge anche qualche tendenza anti clericale: “Che li metta il Vaticano, anche quella è una casa di Dio”. Insomma appare evidente che in queste persone lo spirito di solidarietà sia totalmente assente, a meno che non riguardi gli italiani e, probabilmente, in alcuni casi semplicemente la propria cerchia di amici e parenti. Eppure queste persone che difendono i confini nazionali dalla invasione culturale dei migranti dovrebbero ricordare che Notre Dame è uno dei simboli più imponenti e riconoscibili di quella cristianità che temono di perdere.

 

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