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Reclutavano poveri per fratturargli braccia e gambe e incassare dalle assicurazioni: 250 indagati 

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Reclutavano poveri per fratturargli braccia e gambe e incassare dalle assicurazioni: 250 indagati La banda degli spaccaossa a Palermo 

La banda dell’orrore che cercava (e riusciva) ad ingannare le assicurazioni è stata fermata. A Palermo sono 250 le persone indagate per una maxi-truffa contro le assicurazioni, 34 i soggetti arrestati dalle squadre mobili e 8 bloccati dalla guardia di Finanza.

Nella lista dei fermati anche un avvocato, un praticante e dei periti assicurativi. Ma sono i dettagli della vicenda a essere da film dell’orrore, perché questa banda di malviventi reclutava poveri e disperati per proporgli di fratturargli braccia e gambe e incassare soldi dall’assicurazione. Al malcapitato arrivavano poche centinaia di euro, mentre uno dei due capi della banda andava in giro in Porsche. 

Man mano che la Finanza scava nell’inchiesta della maxi truffa emergono dettagli davvero inquietanti, sintomo di un degrado umano e morale senza limiti. 

Dettagli da film horror 

La banda avrebbe mutilato almeno sessanta persone, specialmente giovani donne per le quali l’assicurazione “paga di più”. Ed avevano causato anche la morte di un tunisino, al quale avevano somministrato crack per non fargli sentire il dolore. Offrivano 300 euro per una gamba da rompere, 400 euro per un braccio. Alle vittime assicuravano che la procedura era indolore, invece usavano dischi di ghisa, spranghe e blocchi di cemento con anestetici di scarsa qualità. La banda reclutava i più poveri a Palermo, scelti fra disperati alla ricerca di qualche centinaia di euro. 

La banda degli spaccaossa reclutava la vittima, procedeva alla rottura dell’arto e quindi con l’aiuto di testimoni compiacenti chiamavano il 118. Dopo le dimissioni dall’ospedale le vittime erano seguite con una piccola paga giornaliera. Vittime tossicodipendenti, disoccupati, ragazze madri. 

Sono dettagli agghiaccianti quelli emersi dall’indagine. Segno di un grande degrado morale. Ora, speriamo che questa indagine possa essere il punto di partenza per verifiche in tutta Italia, perchè il sistema delle truffe pesava in maniera pesante sulle assicurazioni” commenta il questore di Palermo Renato Cortese.

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