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Aumento IVA, Di Maio: “Se Tria vuole aumentarla è meglio che si dimetta”. Salvini: “Nessun aumento”

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Aumento IVA, Di Maio: “Se Tria vuole aumentarla è meglio che si dimetta” Salvini e Di Maio contro Tria per l’aumento dell’IVA

È scontro politico al governo sull’aumento dell’IVA a causa delle clausole dell’Unione Europea che impongono di non superare la percentuale del 3% di deficit. Clausole che, ora, potrebbero obbligare il governo ad aumentare l’IVA dal 22 al 25,5% e quella ridotta al 10 al 13%. Un aumento enorme che andrebbe a pesare soprattutto sulle famiglie e sul costo della vita. 

Il ministro dell’Economia Giovanni Tria in audizione al DEF ha confermato che l’aumento è sostanzialmente necessario. Tria ha sostenuto che “lo scenario tendenziale (descritto nel del Def) incorpora gli incrementi dell’Iva e delle accise dal 2020-2021”. L’alterativa è recuperare i 22 miliardi di euro che potrebbero bloccare le clausole di salvaguardia dell’Unione Europea. 

L’ira di Di Maio 

“Questa fuga in avanti non esiste. Noi siamo un governo, una squadra e il Movimento è il principale azionista di questa squadra. Abbiamo detto che l’Iva non aumenterà. Se Tria punta ad aumentarla si può dimettere” ha commentato Luigi Di Maio. 

“Con questo governo non ci sarà nessun aumento dell’Iva, deve essere chiaro. Finché il M5S sarà al governo non ci sarà nessun aumento dell’Iva, al contrario. L’obiettivo è ridurre il carico fiscale su famiglie e imprese. Serve la volontà politica. Noi ce l’abbiamo. Mi auguro ce l’abbiano anche gli altri. Fermo restando che ci sono già soluzioni sul tavolo volte ad evitare un aumento” aggiunge.

Anche Salvini è d’accordo con Di Maio: l’IVA non deve aumentare. “L’iva non aumenterà. Punto. Questo è l’impegno della Lega. Siamo al governo per abbassare le tasse, non per aumentarle come hanno fatto gli altri governi” commenta il leader della Lega. 

Tutta colpa delle clausole di salvaguardia

“La fiducia di famiglie e imprese sta calando anche perché nel dibattito pubblico, abbastanza confuso, c’è questo macigno delle clausole di salvaguardia. Vanno disinnescate subito e con chiarezza individuando le risorse per fare questa operazione. Aumentare l’Iva significa aumentare le tasse e deve essere chiaro a tutti che famiglie e imprese non potrebbero sopportare un ulteriore aumento delle tasse in una fase economica in cui i consumi sono sostanzialmente fermi” commenta il vicepresidente vicario di Confcommercio, Lino Stoppani.

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