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Libia, ESCLUSIVA Sen. Rauti (FdI): “Come pensa il governo di impedire ai barconi di partire?L’esecutivo appare diviso e incerto”

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Rauti

Ospite nella nostra redazione la Senatrice Rauti

Buongiorno Senatrice Rauti, grazie della partecipazione. Come commenta lo scenario che ci attende in merito agli sbarchi e la gravissima situazione in Libia?

A sette anni dalla caduta del regime di Gheddafi, ci troviamo in una situazione di caos politico e militare senza precedenti. E la grave instabilità libica ha ripercussioni evidenti ed immediate sull’intera area mediterranea, ma purtroppo il Governo italiano si è fatto trovare impreparato. Dobbiamo prendere atto che in Libia il processo di stabilizzazione è fallito, così come le mediazioni diplomatiche ed alla fine è accaduto quanto era prevedibile: la sfida militare lanciata dal generale Khalifa Haftar al Premier del Governo libico di accordo nazionale Fayez Al Sarraj. In particolare l’Italia ha dimostrato goffaggine in questa circostanza, il Governo avrebbe dovuto agire prima e meglio, soprattutto dopo il fallimento della Conferenza sulla Libia, tenutasi a Palermo nel novembre scorso. E pure l’Unione europea ha mostrato tutta la sua debolezza, restando in silenzio di fronte all’aggravarsi della situazione e, soprattutto, rispetto alle provocazioni, alle prevaricazioni, alle ingerenze ed alle mire neocolonialiste della Francia. Proprio Macron punta a spodestare in quest’area l’Italia, che ha mostrato, a sua volta, l’assenza di un disegno organico e di ampio respiro. Questa sera il presidente Conte sarà in Senato per informare su quanto sta accadendo in Libia e quale sia la politica che il Governo italiano vuole adottare in questa area di crisi. E’ necessario agire con decisione perché il rischio di ondate migratorie, è altissimo. Lo stesso Serraj ha ipotizzato che ottocentomila migranti e libici potrebbero arrivare in Italia e in Europa e tra questi potrebbero esserci criminali e Jihadisti legati all’Isis. L’isolamento del Governo italiano in Europa e le divisioni al suo interno tra i vari ministri, ci mettono in una preoccupante posizione di debolezza.

La Sen. Rauti sulla situazione libica e il tema migranti

Qual è il suo pensiero sulle direttive prese dal ministro Salvini sempre sul tema Libia e sullo scontro con il ministro della Difesa Elisabetta Trenta?

Nell’Esecutivo i due ministri non sono d’accordo su niente; si inseguono e si sconfessano a vicenda. Si dividono anziché articolare una linea comune per fronteggiare il rischio immigrazione e, soprattutto, la minaccia terroristica e del fondamentalismo islamico. E proprio la Libia può rappresentare una base, un hub, come è accaduto in Siria. ‘Fratelli d’Italia’, come continua a ribadire la nostra leader Giorgia Meloni, ritiene che il governo dovrebbe chiedere all’Europa attivazione del blocco navale di fronte alle coste libiche. Ieri il ministro Salvini ha apertamente parlato del rischio di infiltrazioni terroristiche negli sbarchi. Piuttosto che litigare, come pensa il governo di impedire ai barconi di partire? La chiusura dei porti può essere una misura giusta, ma è insufficiente se non si risolve il problema alla radice e cioè impedendo ai barconi di partire. E pure sul tema della chiusura dei porti c’è divisone nell’Esecutivo, il ministro Salvini, che insiste sulla chiusura, e il ministro Trenta che vorrebbe accogliere tutti quelli che partono, definendoli non migranti ma rifugiati. Qual è, allora, la linea del Governo? Per questo Fratelli d’Italia ha chiesto con forza che il Presidente del Consiglio venisse a riferire in Senato, proprio per chiarire la posizione del governo, che appare non solo diviso ma anche lento, tardivo e incerto. Ad esempio, avrebbe potuto farsi promotore di un’operazione internazionale di peacekeeping e, invece, continua ad invocare una diplomazia astratta senza tenere conto è che ormai in Libia è in corso una guerra. Così come nulla è stato detto sulla sorte della missione bilaterale in corso, la MIASIT in supporto del governo di accordo nazionale libico. Una missione iniziata il 1 gennaio 2018, e che oggi impiega a Misurata circa 400 militari italiani impegnati in attività di addestramento delle forze locali e di carattere umanitario e sanitario, avviate con la ‘Missione Ippocrate’, che ha consentito la realizzazione di un ospedale da campo a Misurata. Chiederemo quindi stasera al Governo qual sia la strategia e quali le interlocuzioni diplomatiche in corso, comprese quelle del ministro Salvini con Omar Maiting (vicepresidente del governo di accordo nazionale libico) e se pensa che ci siano i presupposti per una missione militare in Libia.

Simone Ciloni

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