Nuovi autobus fermi in rimessa, nella capitale è ancora caos e polemiche per il servizio Atac

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:14

L’Atac di Roma ha rinforzato la sua flotta affittando 70 autobus provenienti da Israele. Gli autobus, però, sono rimasti fermi in rimessa perché si tratta di Euro 5 e non di Euro 6

Settanta nuovi autobus affittati da Israele per rinnovare la flotta a disposizione dell’Atac di Roma, già da tempo molto carente dal punto di vista della qualità dei mezzi che servono le diverse zone della città. A causa di un problema “tecnico”, però, i bus non sono ancora operativi ma sono attualmente tutti parcheggiati nelle rimesse di Roma e Salerno. Che cosa è accaduto? Si tratta di veicoli di classe ambientale Euro 5 e non Euro 6, e proprio questo sta impedendo l’avvio del loro servizio per le vie della capitale. In merito si sta già pensando di presentare delle interrogazioni.

Nuovi autobus fermi in rimessa, il PD presenterà un’interrogazione parlamentare sul caso

I 70 bus annunciati dalla sindaca Virginia Raggi presi a noleggio da Atac dopo dieci anni di onorato servizio a Tel Aviv, in Israele, sono bloccati nei depositi di Salerno e di Roma e rischierebbero di non poter mai entrare in servizio”, e poi ancora “per i veicoli datati 2008 all’arrivo in Europa scatta la procedura di reimmatricolazione: ma in questo caso, essendo i bus Euro 5 e non Euro 6, una nuova immatricolazione violerebbe le direttive comunitarie”. Questa la posizione di Ilaria Piccolo (PD) sulla questione dei nuovi autobus affittati da Israele per dare un nuovo volto al servizio trasporti Atac di Roma. A breve la consigliera presenterà un’interrogazione in merito. Gli autobus, essendo di categoria Euro 5, sono fuorilegge per l’Unione Europea e pare non sia possibile immatricolarli nuovamente.

Nuovi autobus fermi in rimessa, le dichiarazioni di Atac

Oltre a questo problema, relativo alle categorie ambientali a cui appartengono i nuovi autobus e alla loro immatricolazione, c’è anche una paura legata alla cifra che Atac, cioè il noleggiatore, avrebbe già versato nelle casse dei fornitori: 500mila euro al mese, denaro pari al 16% dell’importo. Ergo, se i bus rimangono fermi, questo stop non previsto causa anche un danno alle casse del Campidoglio e per questo Ilaria Piccolo ha chiesto che Virginia Raggi e l’Assessora Meleo parlino in aula della situazione. “Non c’è nessun rischio economico. I corrispettivi finora versati al noleggiatore sono infatti coperti da specifica polizza di garanzia“, ha spiegato Atac sul punto. L’immatricolazione dei nuovi mezzi rimane atto indispensabile anche in chiave di programma di salvataggio dell’azienda presentato al Tribunale fallimentare. Sarà il fornitore, come indicato da contratto, a provvedere a tutto quanto affinché i veicoli abbiano tutte le carte in regola per circolare.

(Fonti: La Repubblica.it e Il Corriere.it)

Maria Mento

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