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Sri Lanka, si aggrava il bilancio della strage contro le chiese: 215 morti e 500 feriti. “Terrorismo religioso”, 7 arresti

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Sri Lanka, almeno otto attentati contro chiese ed hotel: è strage, 120 morti e almeno 300 feritiPasqua di sangue in Sri Lanka

Pasqua di sangue in Sri Lanka. Ci sono stati almeno otto attentati contro Chiese ed hotel nel paese del sud-est asiatico. Una serie di esplosioni si è verificata durante la celebrazione delle messe di Pasqua e contro hotel di lusso causato almeno 215 vittime, e 500 feriti. Sarebbero state otto le esplosioni verificatosi in totale. 

Almeno 35 stranieri sarebbero morti, sarebbero di origine olandese ed inglese, ci sono anche americani. Confermate dalle ambasciate una vittima portoghese e una cineseFra le vittime straniere una è morta nel Cinnamon Grand Hotel a Colombo, vicino alla residenza ufficiale del premier del Paese. Un altro sarebbe morto in un’esplosione in un ristorante. 

Gli attentati suicidi non sono stati ancora rivendicati. Il premier Ranil Wickremesinghe ha convocato il Consiglio di sicurezza e il presidente ha invitato la nazione alla calma. 

Le chiese e gli hotel colpiti

Otto le esplosioni totali che hanno colpito lo Sri Lanka. Sei bombe sono scoppiate in simultanea alle 9.30 del mattino – l’orario di celebrazione delle messe di Pasqua, frequentatissime dai cattolici -. Poi un’ora dopo c’è stata un’altra esplosione nel sobborgo di Dehiwala, e anche nel sobborgo di Dematagoda, a Colombo.

Fra le chiese colpite quella di Sant’Antonio a Colombo, quella di San Sebastiano a Negombo, a 30 chilometri dalla capitale e una chiesa a Batticaloa, poi anche un’esplosione a Katuwapitiya e un’altra a Katana. Colpiti anche l’hotel Shangri-La Hotel e il Kingsbury Hotel a Colombo. 

Per favore restate in casa. Ci sono molte vittime, inclusi stranieri. Scene orribili, ho visto arti amputati sparsi dappertutto, le squadre di emergenza sono state inviate in tutti i luoghi. (…) Abbiamo portato molte vittime in ospedale, speriamo di aver salvato molte vite” ha comunicato su Twitter il ministro dello Sri Lanka per le Riforme economiche Harsha de Silva. 

Purtroppo ogni anno, durante la festa di Pasqua, si rinnovano attacchi contro i cristiani. In Sri Lanka i cristiani sono circa il 7,5% della popolazione.

Le autorità: Terrorismo religioso 

Nonostante non ci sia stata ancora nessuna rivendicazione per la terrificante strage che ha colpito lo Sri Lanka, le autorità credono che si tratti di terrorismo religioso.”Non daremo alcuna possibilità a questi gruppi estremisti di agire e fare ciò che hanno fatto negli ultimi giorni, prenderemo tutte le misure necessarie. Li perseguiremo, qualsiasi estremismo religioso seguano” dice il ministro della Difesa dello Sri Lanka, Ruwan Wijewardane.

Sette persone ritenute collegate con le stragi sono state arrestate. La polizia ha affermato che i fermati sono di più e di non poter “dire chi c’è dietro gli attacchi e quali sono le loro intenzioni fino al completamento dell’indagine”. Le autorità hanno intanto imposto coprifuoco di 12 ore e l’oscuramento di social e messaggeria istantanea.
Per questioni di sicurezza la Chiesa locale ha sospeso ogni celebrazione della Pasqua ed ha lanciato un appello per donare sangue per i feriti.

Il giallo dell’avvertimento 

Infatti l’11 aprile Pujuth Jayasundara, il capo della polizia, aveva diramato un’allerta dell’intelligence ai più alti ufficiali, secondo la quale stavano per avvenire attacchi kamikaze presso “chiese importanti”. Nel messaggio si legge: “Un’agenzia di intelligence straniera ha riferito che l’NTJ (National Thowheeth Jamàath) sta pianificando di compiere attacchi suicidi contro chiese di spicco come pure l’alta commissione indiana a Colombo”. Il National Thowheeth Jamàath è un gruppo musulmano radicale anti cristiano ed anti buddista.

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