25 Aprile 2019, nonostante le polemiche Mattarella ricorda il senso della festa e gli italiani caduti per “la libertà nostra e delle future generazioni”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:27

Dopo aver dato in mattinata il via alle celebrazioni per il 25 Aprile deponendo una corona d’alloro al sacello del Milite ignoto, con minuto di raccoglimento accompagnato dall’inno nazionale suonato dalla banda delle Forze armate, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella s’è recato a Vittorio Veneto per proseguire con le celebrazioni per il 74° anniversario della festa della Liberazione.

“Festeggiare il 25 aprile, giorno anche di San Marco, significa celebrare il ritorno dell’Italia alla libertà e alla democrazia, dopo vent’anni di dittatura, di privazione delle libertà fondamentali, di oppressione e di persecuzioni. Significa ricordare la fine di una guerra ingiusta, tragicamente combattuta a fianco di Hitler. Una guerra scatenata per affermare tirannide, volontà di dominio, superiorità della razza, sterminio sistematico”.

Queste sono le parole del Presidente, che ha quindi proseguito: “Se oggi, in tanti ci troviamo qui e in tutte le piazza italiane è perché non possiamo, e non vogliamo, dimenticare il sacrificio di migliaia di italiani, caduti per assicurare la libertà di tutti gli altri. La libertà nostra e delle future generazioni. A chiamarci a questa celebrazione sono i martiri delle Fosse Ardeatine, di Marzabotto, di Sant’Anna di Stazzema e di tanti altri luoghi d’Italia; di Cefalonia, dei partigiani e dei militari caduti in montagna o nelle città, dei deportati nei campi di sterminio, dei soldati di Paesi lontani che hanno fornito un grande prezioso contributo e sono morti in Italia per la libertà”.

Oltre alle parole di Mattarella, da segnalare alcune polemiche: la sindaca di Roma Virginia Raggi contestata al corteo Anpi; l’attacco al ministro dell’Interno Salvini per la sua presenza a Corleone non per la Festa di Liberazione, ma per l’inaugurazione del locale commissariato di polizia, da parte dei membri del Movimento 5 Stelle; l’assenza della comunità ebraica al corteo a Roma per la presenza tra i manifestanti di bandiere filopalestinesi.

Ma tutte queste polemiche – giunte quest’anno come bene o male ogni anno – non possono farci dimenticare il vero significato della festa, ricordato magistralmente dal Presidente.