Salone del libro di Torino, dopo Wu-Ming rinuncia anche Zerocalcare: “Non sarò a Torino”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:36

Dopo la presa di posizione del collettivo Wu-Ming, arriva anche quella di Zerocalcare: l’artista non sarà al Salone di Torino per via della presenza della casa editrice Altaforte

Zerocalcare dice no al Salone del libro di Torino: il fumettista e il suo messaggio di rinuncia su WhatsApp

Una scelta, quella di ospitare una casa editrice di chiaro indirizzo fascista, che al Salone di Torino non sta fruttando decisamente plausi e nuove adesioni. Anzi, tutto il contrario: è boicottaggio. Dopo la defezione di Wu-Ming, lo pseudonimo dietro al quale si cela tutto un collettivo di scrittori, è arrivata anche quella di Zerocalcare. Nemmeno il fumettista ha apprezzato la scelta di ospitare Altaforte, la casa editrice riconosciuta come quella di CasaPound. Insomma, a Torino è stata presa una decisione che molti sono pronti ad avversare. Anche il giornalista Carlo Ginzburg ha deciso di prendere una posizione netta e contraria: non essere presente.

Zerocalare dice no al Salone del libro di Torino: il fumettista contro la partecipazione della Casa editrice Altaforte

Zerocalcare, fumettista amatissimo da grandi e piccini, ha fatto sapere su Twitter che non sarà al Salone del libro di Torino, appoggiando una presa di posizione che già hanno espresso il collettivo di Wu-Ming e Carlo Ginzburg. Si tratta di una protesta, forte, contro la presenza della casa editrice Altaforte, notoriamente legata a un orientamento politico afferente alla destra più estrema, alla manifestazione letteraria della città della Mole. “Mai gomito a gomito con i neofascistiAltaforte è di fatto la casa editrice di CasaPound”, ha setenziato Wu-Ming e non è stato da meno Ginzburg che così si è espresso: “Annullo la mia partecipazione, per una scelta politica, che non ha nulla a che fare con la sfera della legalità”.

Zerocalcare dice no al Salone del libro di Torino: le parole del fumettista sulla sua decisione

Dal momento che su Twitter si ha la possibilità di scrivere soltanto 140 caratteri e che questi non sarebbero bastati a spiegare la motivazione che ha portato Zerocalcare a boicottare il Salone del libro di Torino, il fumettista romano ha deciso di pubblicare gli screenshot di una chat intrattenuta con il suo correttore di bozze. Ed ecco cosa, nello specifico, ha rivelato l’artista: “Ciao. Ho annullato tutti i miei impegni al Salone del libro di Torino, sono pure molto dispiaciuto ma mi è davvero impossibile pensare di rimanere 3 giorni seduto a pochi metri dai sodali di chi ha accoltellato i miei fratelli, incrociarli ogni volta che vado a pisciare facendo finta che sia tutto normale. Non faccio jihad, non traccio linee di buoni o cattivi tra chi va e chi non va, sono questioni complesse che non si esauriscono in una scelta sotto i riflettori del salone del libro e su cui spero continueremo a misurarci perché la partita non si chiude così. Sono contento anche che altri che andranno proveranno ci mezzi loro a non normalizzare quella presenza, spero che avremo modo di parlare anche di quello. Ciao”. In un post scriptum aggiunto alla chiusura del messaggio Zerocalcare ha rilevato come ogni settimana si sposti un po’ più in là l’asticella del baratro e che oggettivamente non gli fosse mai capitata una cosa del genere.

(Fonte: TPI.it)

Maria Mento

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