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Cigno brutalmente ucciso al parco, due giorni dopo è morta la sua compagna: troppo il dolore

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La tristissima vicenda del cigno ucciso da uno o più ignoti si è conclusa con la morte della sua compagna: l’animale non ha retto alla scomparsa del suo compagno di vita

La foto del cigno pubblicata su Facebook da una cittadina di Recoaro Terme

La vicenda che è iniziata con la disumana uccisione di un cigno che da anni si trovava nel laghetto del parco di Recoaro Terme (Provincia di Vicenza) si è conclusa con la morte di un altro cigno. La compagna che con il cigno ucciso aveva condiviso anni di vita non ha retto alla sua uccisione e si è lasciata andare, morendo così due giorni dopo.

Cigno brutalmente ucciso al parco di Recoaro Terme, la sua compagna è morta di dolore

Venerdì scorso il cigno di sesso maschile che si trovava in un parco di Recoaro Terme, centro in provincia di Vicenza, è morto. L’animale è stato aggredito con una ferocia inaudita e si pensa, quindi, che abbia trovato la morte per mano umano. All’animale potrebbe essere stato spezzato il collo: rimane questa l’ipotesi finora più accreditata sulle cause della sua morte. Il suo corpo è stato inviato all’Istituto Zooprofilattico. Un’altra morte, però, è arrivata a funestare il laghetto nel giro di altri due giorni. Domenica 5 maggio 2019 è morta la compagna del cigno ucciso: la femmina si è lasciata andare per il troppo dolore causato dal decesso del compagno e ha smesso di mangiare.

Cigno brutalmente ucciso al parco di Recoaro Terme, le dichiarazioni del Sindaco

A recuperare il corpo del cigno femmina dal lago è stato il Sindaco Davide Branco, che ha anche rilasciato un dichiarazione al Corriere Veneto: “Si è lasciata andare. Si vedeva che stava male, non mangiava più e temevamo finisse così. Invieremo il corpo all’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, come era stato per il maschio. In questo caso però non ci sono dubbi, l’animale si è lasciato andare. È caratteristico di questa specie, succede spesso che i compagni o le compagne non sopravvivano a lungo quando muore uno dei due“. Una storia, questa, che (seppur nella tristezza degli eventi) ci dimostra ancora una volta di che grandi sentimenti e di che grande senso di attaccamento siano capaci gli animali. Il sindaco ha annunciato l’installazione, entro l’anno, di telecamere di sorveglianza nel parco per evitare che si possano verificare casi di violenza sugli animali.

(Fonte: Today.it)

Maria Mento

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